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Alice Urbani – a quasi 8 (otto) anni dalla pubblicazione – scrive di Alice senza niente sul blog The wool rabbit.

Una riflessione lucida, intelligente, commovente… semplicemente perfetta.

Grazie, di cuore.

Pietro

 

 

 

Leggi il post:

Alice senza niente. Un (vero) romanzo di una generazione dimenticata

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Il matrimonio è una fiaba a lieto inizio (Tea)

Fulvio Fiori

 

Il matrimonio è una fiaba a lieto inizio

Tea

 

 

 

Il libro

Questo romanzo racconta la storia di Angelo, un uomo come tanti che la vita ha messo a dura prova e che i suoi amici, un’amica sciamana in particolare, e la scrittura hanno aiutato a tirarsi fuori dall’abisso di dolore in cui era precipitato.
In un bel giorno di settembre, sotto lo sguardo vigile delle sue amate montagne, Angelo si ritrova marito di Alice, innamorato e pieno di progetti. Il matrimonio è proprio una fiaba a lieto inizio, e la famiglia che in breve tempo prende corpo – Angelo, Alice, Alessandro, Pietro e Andrea – va a vivere in una splendida villa in collina. Poi, in un quadro che sembra perfetto, si aprono le prime, inspiegabili crepe. Quasi senza accorgersene, e senza colpe, Angelo comincia a perdere i pezzi della propria vita: il lavoro, la passione, la fiducia, fino al colpo più duro, che lo allontana dalla famiglia e lo trasforma da marito e padre felice in un estraneo, un uomo solo seduto in un aeroporto in attesa di un volo e di un futuro…
Ma Angelo non è solo: la risalita sarà dura, piena di ostacoli, incomprensioni e passi falsi, ma ci sarà qualcuno che non lo abbandonerà e che lo aiuterà a capire che quando un uomo perde tutto, forse può finalmente trovare se stesso.
Un romanzo che parla di noi, intenso e leggero; un romanzo “terapeutico”, nato per far del bene a chi ha vissuto la storia, a chi l’ha scritta e soprattutto a chi la legge.

 

 

L’autore

Dopo aver lavorato per vent’anni nel campo della comunicazione come copywriter, Fulvio Fiori ha deciso di mettere la propria esperienza al servizio degli altri e di trasformare le sue passioni in vere e proprie attività. Autore teatrale e aforista, ha pubblicato numerosi libri, tra i quali Vivere mi piace da morire (in classifica tra i più venduti del 1993) e Lattuga (2001, consigliato dal sito del Telefono Azzurro fra i migliori libri per ragazzi), e ha ricevuto vari premi, come il Premio Massimo Troisi 2003 per la Scrittura Comica e il Premio Teatro Totale 1999 per la Drammaturgia. Maestro Reiki, esperto di meditazioni creative e insegnante di Tai Chi Chuan, collabora con psicoterapeuti, scuole di counseling e centri olistici. I suoi corsi di scrittura-terapia hanno riscosso un successo sempre maggiore. È l’ideatore di Bioscrittura, un metodo di scrittura originale che utilizza la parola scritta per creare percorsi di crescita personale e autoterapia.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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A Bordeaux c’è una grande piazza aperta (Ponte alle Grazie)

La narrativa straniera di Ponte alle Grazie del 2018 viene inaugurata con un romanzo norvegese molto importante: A Bordeaux c’è una grande piazza aperta. Si tratta del primo libro tradotto nel nostro Paese scritto da Hanne Ørstavik, autrice che in patria e in Europa ha ricevuto un’accoglienza straordinaria, capace com’è di una scrittura sensuale e potente, precisa e attenta alle sfumature dell’anima, di cui racconta con sensibilità acuta e una voce unica i sommovimenti più profondi: l’amore, la nostalgia, il desiderio, il dolore.

Il 24 febbraio al Franco Parenti di Milano (16,45), al Nordic Festival i Boreali, sarà possibile incontrare l’autrice, che discuterà del suo nuovo romanzo con Antonio Scurati.

 

Hanne Ørstavik

A Bordeaux c’è una grande piazza aperta

Ponte alle Grazie

 

 

«Hanne Ørstavik si riconferma la grande ‘pittrice’ della letteratura norvegese».

M.R. Granlund

 

Il libro

MI VUOI INCONTRARE

Così incomincia questo romanzo, il primo a essere tradotto in italiano di Hanne Ørstavik, una delle voci più importanti della narrativa nordica contemporanea. È possibile incontrarsi? Incontrare l’altro, incontrare sé stessi, essere vicini, essere vivi, insieme? Con una prosa concreta ma sensuale, lirica  e allo stesso tempo austera ed essenziale, Ørstavik indaga nelle pieghe più profonde e oscure del desiderio, del corpo, della carne e dell’anima. Osserva con precisione appassionata ma implacabile i movimenti che ci fanno avvicinare agli altri e che ce ne allontanano, nel grande spazio aperto dell’esistenza.

Un romanzo nuovo e luminoso, sull’amore, il desiderio, la nostalgia e il dolore.

 

L’autrice

Hanne Ørstavik è nata a Tana, nel nord della Norvegia, nel 1969. Il suo primo romanzo è del 1994, e ha dato l’inizio a una carriera di scrittrice e intellettuale tra le più interessanti del panorama norvegese ed europeo. Da allora ha pubblicato tredici romanzi, ha vinto numerosi premi ed è stata tradotta in ventisei lingue.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Di notte sognavo la pace (Longanesi)

Oggi è il 27 gennaio.

 

 

CARRY ULREICH

 

Di notte sognavo la pace

 

LONGANESI

 

 

 

L’inno pacifista di una fra le mille Anne Frank ci restituisce lo spaccato di vita di una ragazza ebrea costretta a crescere e a formarsi nel momento più terribile del Novecento europeo.

 

 

 

Rotterdam; mercoledì 17 dicembre 1941

Prima del 1940 nel nostro laboratorio c’erano 17 persone, ma ormai non produciamo più confezioni, e papà lavora con una sola ragazza. Quanto durerà ancora? Gira voce che il 1° gennaio 1942 tutte le imprese tessili degli ebrei dovranno chiudere. Chissà, magari pure noi, anche se papà è sarto, solo che abbiamo un po’ di stoffe e probabilmente (anzi, credo quasi sicuramente) i crucchi le useranno come scusa.

Già da qualche tempo (dalla « grande paura » del 3 ottobre) non ci sono più sparatorie, ma la settimana prossima c’è di nuovo il chiaro di luna, e sicuramente ricominceranno a sparare contro gli inglesi, che vogliono bombardare la Germania. Certe volte colpiscono anche Rotterdam e quando riescono a centrare qualche obiettivo i tedeschi si alzano in volo e lanciano bombe sulla popolazione civile. O almeno, così diciamo noi, che parteggiamo per gli inglesi, ma il giornale la pensa diversamente. Quante ne dicono. C’è sempre qualche aereo che è stato abbattuto. Tu ci credi? Io no.

 

 

Il libro

In occasione del Giorno della Memoria, Longanesi pubblica un racconto inedito della Shoah: il diario che Carry Ulreich – una fra le mille Anne Frank del Novecento europeo – ha segretamente tenuto a Rotterdam tra il dicembre del 1941 e il maggio del 1945. Riscoperto dai nipoti dell’autrice un paio d’anni fa, Di notte sognavo la pace è la straordinaria testimonianza di una ragazza costretta a crescere e formarsi negli anni più neri e terribili del secolo scorso.

Carry Ulreich è una giovane ragazza ebrea di Rotterdam che, come i figli di molte famiglie dell’epoca, gode di pochi lussi e libertà ma conduce una vita serena. Le sorti degli Ulreich cambiano totalmente nel 1941 quando i nazisti, a seguito dell’occupazione di Rotterdam, impongono alla popolazione ebraica una serie di rigorosi divieti. La requisizione delle biciclette e delle radio, la riduzione degli orari in cui gli ebrei possono uscire di casa, l’obbligo di indossare la stella di David, il divieto di esercitare molte professioni (tra cui quella del padre di Carry, che è sarto), l’imposizione agli studenti ebrei di frequentare scuole solo ebraiche.

Per aiutarli a evitare la deportazione, gli Zijlmans, una famiglia cattolica di Rotterdam, invitano Carry e la sua famiglia a nascondersi in casa loro. Comincia così la loro seconda vita, completamente in ombra, lontani dalla luce del sole. Con una visione critica e molto attenta ai dettagli, Carry Ulreich racconta nei suoi diari i disagi vissuti, le complicazioni affrontate e la paura per l’incombente minaccia presente al di fuori di quelle quattro mura. Una storia di convivenza forzata e della totale dipendenza da una famiglia cattolica, lontana dai loro usi e costumi. Un libro sulla capacità di convivere e proteggersi seppure divisi dalla religione per raccontare, attraverso una storia intima e commovente, una pagina di storia fondamentale per la contemporaneità.

L’autrice

Carry Ulreich (1926), ora Carmela Mass, vive attualmente in Israele. Dopo l’arrivo delle truppe canadesi a Rotterdam nel 1945 rimase in città con la famiglia dove seguì le lezioni dei soldati della Brigata ebraica. Il giorno dopo aver finalmente conseguito il diploma, si sposò e si trasferì con il marito a Gerusalemme dove vive tuttora in compagnia di tre figli e più di sessanta pronipoti. Il 15 novembre 2017 ha compiuto 91 anni.

In libreria dal 18 gennaio 2018

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Fiori sopra l’inferno (Longanesi)

«C’era una leggenda che gravava su quel posto. Una di quelle che si appiccicano ai luoghi come un odore persistente. Si diceva che in autunno inoltrato, prima che le piogge si tramutassero in neve, il lago alpino esalasse respiri sinistri. Uscivano come vapore dall’acqua e risalivano la china insieme alla bruma del mattino, quando la gora rifletteva il cielo. Era il paradiso che si specchiava nell’inferno. Allora si potevano sentire sibili lunghi come ululati, che avvolgevano l’edificio del tardo Ottocento, sulla riva est. La Scuola. Lo chiamavano così, giù in paese, ma quelle mura avevano mutato destino e nome diverse volte nel tempo: residenza di caccia imperiale, comando nazista, preventorio antitubercolare infantile. Ora nei corridoi c’erano solo silenzio e pareti scrostate, stucchi sbiaditi ed echi di passi solitari…»

«Ilaria Tuti ha creato non un personaggio ma una persona vera. Teresa Battaglia è più di una protagonista: è una luce piena di ombre, uno spazio dentro il nostro cuore. È già indimenticabile.»  

Donato Carrisi

 

Ilaria Tuti

Fiori sopra l’inferno

LONGANESI

 

 

Il libro

Fiori sopra l’inferno è un doppio esordio al femminile: una nuova voce del thriller italiano, Ilaria Tuti, e una protagonista originale e fuori dagli schemi, il commissario Teresa Battaglia. Conteso da numerosi editori europei ancora prima della sua pubblicazione, Fiori sopra l’inferno si è segnalato come un vero e proprio caso editoriale alla Fiera del Libro di Francoforte 2017: i diritti del libro, infatti, sono stati venduti in oltre venti paesi del mondo, tra cui Germania, Francia, Regno Unito e Spagna.

Ilaria Tuti sceglie come protagonista del suo romanzo d’esordio una donna comune, alle prese con le difficoltà quotidiane tipiche di un ambiente ostile e maschilista. Teresa Battaglia è un personaggio fuori da qualsiasi cliché di genere: commissario sessantenne atipico e antieroico, nasconde fragilità fisiche ed emotive con un atteggiamento riservato al limite dell’ostilità, ma capace di emozionare il lettore grazie alla sua grande umanità.

Lo sfondo su cui si muove Teresa Battaglia è l’immaginario Travenì, un piccolo paese delle Dolomiti, la cui tranquillità viene improvvisamente sconvolta da una serie di delitti efferati: una presenza sconvolge gli abitanti con aggressioni feroci e la foresta, complice, la nasconde. Ilaria Tuti tratteggia un paesaggio ostile, dalla bellezza primitiva, così intenso da imporsi a tutti gli effetti come uno dei protagonisti del romanzo e che nasce dal legame indissolubile dell’autrice con la propria terra, il Friuli.

L’autrice

Ilaria Tuti vive a Gemona del Friuli, tra montagne silenziose quasi quanto lei. Ha studiato economia, ma da sempre è appassionata di fotografia e pittura. Ha lavorato come illustratrice per una piccola casa editrice. Fiori sopra l’inferno conferma la finezza narrativa già riconosciuta con i premi “Gran Giallo Città di Cattolica 2014”, “Carabinieri in Giallo 7” e “Delitti in Giallo”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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