Skip to content

Il prigioniero della notte (Corbaccio)

Il thriller italiano che ha conquistato l’Europa.

Un autore dall’ identità nascosta.

E un prigioniero della notte che darà presto voce alla sua storia

il prigioniero della notte sul blog di alice senza niente

Federico Inverni

Il prigioniero della notte

Corbaccio

 

 

Il libro

Lucas è un detective. Nella sua vita gli sono rimasti solo il nome e il lavoro. Il suo passato è una ferita sempre aperta da un evento sconvolgente ha segnato la sua vita… e la sua mente. Come un automa attraversa i delitti su cui è chiamato a investigare, mettendo al servizio della giustizia il suo intuito straordinario, quasi visionario, e la sua sensibilità persino eccessiva. Fino a quando incappa in un caso diverso da tutti gli altri: una giovane donna trovata morta con il terrore negli occhi e nessun segno di violenza apparente. Lucas sa che il colpevole è un assassino seriale e ne ha conferma da Anna, psichiatra profiler, abituata a scandagliare il male in tutte le sue forme, da quando lei stessa, da ragazza, ha vissuto un’esperienza traumatizzante. Lucas e Anna annaspano in un labirinto di follia in cui i ricordi del loro passato, tenuti troppo a lungo sepolti, riemergono taglienti come vetri rotti in un’indagine che li coinvolge da vicino, lasciandoli devastati di fronte a una verità impensabile.

L’autore

Federico Inverni è uno pseudonimo dietro il quale si nasconde l’autore di questo romanzo d’esordio. Italiano, di circa quarant’anni, Federico ama le storie, da qualunque parte provengano. Si sente in pace circondato dalle pagine scritte, ma a volte ha l’impressione che i libri lo guardino. Del resto, i libri hanno una vita indipendente: ecco perché ha scelto di celarsi dietro un nome diverso e lasciare che «Il prigioniero della notte» trovi la sua strada e i lettori. E forse anche perché teme che i personaggi gli assomiglino troppo.

Federico Inverni

Il prigioniero della notte

Corbaccio

  Pagine 480, € 16,90

 

 

 

 

 

 

 

———————

Alice senza niente, il sito ufficiale

La pagina fan su Facebook

Alice senza niente su Google+

Il blog su Twitter

Morte di un presidente (Ponte alle Grazie)

Oggi presentiamo l’inchiesta rivoluzionaria che riscrive per intero il caso Moro: Morte di un presidente, di Paolo Cucchiarelli (Ponte alle Grazie).

 

Paolo Cucchiarelli

Morte di un presidente

 

Quello che né lo Stato né le BR hanno mai raccontato

sulla prigionia e l’assassinio di Aldo Moro

PONTE ALLE GRAZIE

MORTE DI UN PRESIDENTE

«Perché la verità, cari amici è più grande di qualsiasi tornaconto.

Datemi da una parte milioni di voti e toglietemi dall’altra parte

un atomo di verità ed io sarò comunque perdente».

Aldo Moro, aprile 1978

Gli elementi di novità dell’inchiesta e gli sviluppi giudiziari

Arrivano conferme e riscontri alle novità sulla vicenda Moro illustrate in Morte di un Presidente l’inchiesta  di Paolo Cucchiarelli, appena pubblicata da Ponte alle Grazie.

Il libro, consegnato alla commissione Moro, alla Procura Generale della Repubblica e ai Ris che stanno indagando sulle modalità dell’omicidio,  è già alla seconda edizione dopo meno di un mese dall’uscita.

Tra l’altro nella seconda edizione è presente la foto scattata in via Fani poco dopo la strage del 16 marzo che ritrae il boss della ‘ndrangheta Nirta, fatto questo accertato dai Ris, e un uomo che si sospetta essere Giustino De Vuono che l’inchiesta indica come il killer del Presidente della Dc.

I Ris ora indagheranno proprio su Giustino De Vuono, ex legionario, legato alla criminalità calabrese, indicato da subito come componente del gruppo Br  coinvolte nel rapimento da parte del Ministero dell’Interno.

Alla Commissione, alla Procura e ai Ris sono state consegnate anche le due perizie, quella balistica di Gianluca Bordi e quella medica redatta dal Professor Alberto Bellocco.  I due elaborati, che entrano nel corpo del libro, spostano scientificamente i “paletti” finora immobili del Caso Moro.

Il libro inchiesta infatti frantuma la versione ufficiale della detenzione solo nel cunicolo di Via Montalcini indicando le diverse prigioni in cui Moro fu rinchiuso e della uccisione nel garage dello stesso stabile.

Nel libro si illustrano per la prima volta le reali modalità della uccisione di Moro seduto prima dietro il guidatore della R4 e colpito da 8 sparati in sequenza e poi sdraiato sul portabagagli con le gambe ciondoloni e poi raggiunto dagli ultimi 4 colpi. Infatti il libro fissa in 12 e non 11 i proiettili sparati contro Moro. Il tutto è stato rigorosamente ricostruito in base all’incrocio delle foto, delle perizie dell’epoca e di una ricostruzione effettuata in una Renault identica a quella ritrovata in via Caetani.

Il libro indica anche, sulla base di alcune indicazioni date da Leonardo Sciascia, il possibile luogo della uccisione dato che da ultimo, sotto le scarpe di Moro, sui pantaloni e sulle ruote della R4 furono ritrovati dei rimasugli di stoffe che fanno presumere – come scisse Sciascia – che Moro stazionò da ultimo, prima di essere ucciso alle 4,30 del mattino (una novità perché Moro per le Br  si sparò su Moro alle 6, e per la perizia alle 9-10) in un deposito di stoffe a due passi da via Caetani.

L’inchiesta sulla base di un rigoroso lavoro sulle lettere di Moro, sulle perizie, sulle  foto dell’epoca e sui diversi elementi da sempre presenti nella vicenda ricostruisce anche il “percorso delle prigioni” (Via Massimi- Palo-Via Gradoli-Bracciano-Manziana- Fregene e infine la zona del ghetto dove il Presidente fu ucciso).

Il vero dramma che tutto salda nel silenzio è che Aldo Moro stava per essere liberato – è il libro indica, trattando la vicenda come un cold case, gli elementi concreti che dimostrano ciò – ma qualcosa o qualcuno intervenne per costringere le Br o almeno l’ala delinquenziale che in quel momento lo deteneva ad ucciderlo invece di liberarlo.

Il libro avanza anche documentati dubbi sul fatto che siano state le pistole finora indicate nelle sentenze ad essere utilizzate per uccidere Aldo Moro.

Il vero segreto, e il libro dimostra passo passo questa innovativa lettura della vicenda, è che la prigione di Moro fu scoperta uno-due giorni dopo via Fani in un immobile a poche centinaia di metri dal luogo delle uccisione della scorta in un immobile di proprietà dello Ior, in particolare di una società che dipendeva da Luigi Mennini e le Br scelsero Don Antonello Mennini (che Moro chiama a se nella prigione) come il canale di trattativa. A individuare via Massimi fu inizialmente una “fonte” della Guardia di Finanza e infatti l’ultima prigione, quella in cui Moro inzacchera pantaloni, vestiti e calzini con la sabbia, era – per l’inchiesta – in uno stabilimento balneare normalmente utilizzato dalla Guardia di Finanza.

L’inchiesta apre un nuovo scenario su tutta la vicenda: dal rapimento alla uccisione e presto si sapranno i riscontri che i Ris hanno in corso sulle modalità della uccisione di Moro così come illustrate per la prima volta in Morte di un Presidente.

 

 

Il libro

Questa inchiesta si propone di dissolvere le ombre che avvolgono il più importante omicidio politico della storia repubblicana, l’assassinio di Aldo Moro.

Per cogliere quell’«evidenza invisibile» segnalata da Leonardo Sciascia già nell’agosto del 1978, Paolo Cucchiarelli ci offre una ricostruzione inedita del caso Moro, fondata sull’analisi dei tanti indizi materiali che raccontano un’altra storia rispetto a quella narrata dai protagonisti della vicenda: le BR, innanzitutto, ma anche i rappresentanti dello Stato, a tutti i livelli e di ogni fazione politica. Pochi e apparentemente insignificanti granelli di sabbia depositati sui vestiti che lo statista indossava il giorno della sua morte conducono il lettore verso la definizione di una trama complessa, ma in grado di demolire il castello di bugie e contraddizioni che negli anni ha reso impossibile l’accertamento della verità, fuori e dentro le aule dei tribunali. Ciò che fino a oggi sembrava incomprensibile o caotico – le allusioni delle lettere di Moro dalla «prigione del popolo», il comportamento paradossale dei suoi carcerieri, le oscillazioni dei politici, il coinvolgimento del Vaticano, della malavita organizzata, di Gladio, della P2, dei servizi segreti statunitensi, e soprattutto l’identità di chi uccise il presidente della DC – appare finalmente chiaro e dotato di saldatura logica.

Morte di un Presidente è un libro destinato a far discutere perché svela quel «segreto» del caso Moro che in troppi, a quasi quarant’anni dai fatti, hanno ancora interesse a difendere.

 

L’autore

Paolo Cucchiarelli, scrittore e giornalista investigativo, ha seguito i casi politico-giudiziari più eclatanti degli ultimi cinquant’anni: la strage di Piazza Fontana, Moro (due precedenti inchieste sul caso hanno portato la magistratura romana ad aprire altrettanti fascicoli giudiziari), l’attentato a Giovanni Paolo II, Gladio, Tangentopoli, la vicenda Mitrokhin. Da Il segreto di Piazza Fontana (Ponte alle Grazie, 2006) Marco Tullio Giordana ha liberamente tratto il film Romanzo di una strage (2012).

Paolo Cucchiarelli

Morte di un presidente

PONTE ALLE GRAZIE

pp. 432 – euro 18,00

 

 

 

 

 

 

———————

Alice senza niente, il sito ufficiale

La pagina fan su Facebook

Alice senza niente su Google+

Il blog su Twitter

Gli Zingari dello Studio (Nativi digitali)

Gli Zingari dello Studio è l’ultimo libro sull’Erasmus pubblicato in Italia.

Consigliato a chiunque sia stato in Erasmus o a chi è indeciso se partire a meno e anche a chi non c’è stato perché non ha potuto o lo considerava una perdita di tempo, ma vorrebbe scoprire come ci si sente durante quella che tutti definiscono “l’esperienza piu’ bella della mia vita”.

Enzo Lauretta

Gli Zingari dello Studio

Nativi Digitali Edizioni

Il Libro

Gli Zingari dello Studio è la storia di una partenza che è anche una ricerca spirituale, quella del personaggio principale, la cui figura è verosimilmente ricalcata su quella dell’autore.

Il libro racconta di giovani studenti che per un periodo circoscritto della loro vita si sono ritrovati a vivere un’esperienza di studio all’estero e lo fa secondo uno stile volutamente colloquiale, sgrammaticato che ricorda a un po’ quello di Jack Keroauc in On the Road, peraltro, spesso citato all’interno del Romanzo.

La trama procede in modo lineare con un inizio che coincide con la partenza del personaggio principale, il suo soggiorno e una fine che coincide con il suo ritorno; quello che più conta, però, è il contesto che fa da sfondo alle vicende dei personaggi e che in definitiva sono i veri protagonisti del Libro.

Ad una prima lettura il Libro sembrerebbe riassumersi in sesso, alcol e feste mentre in realtà c’è molto di più. L’esemplificazione del messaggio che Gli Zingari dello Studio vuole trasmettere è contenuto nelle parole del personaggio principale, nel suo “Urlo”, alla maniera di Allen Ginsberg, giusto per rimanere in tema di Beat Generation, utilizzate anche nel Booktrailer a cui si rimanda di seguito.

Booktrailer:

https://www.youtube.com/watch?v=BofQcWXwmv4

Enzo Lauretta

Gli Zingari dello Studio

Nativi Digitali Edizioni

 

 

 

 

 

 

———————

Alice senza niente, il sito ufficiale

La pagina fan su Facebook

Alice senza niente su Google+

Il blog su Twitter

Prima che torni la pioggia (Longanesi)

Da un veterano delle guerre in Iraq e Afghanistan, un romanzo definito dalla critica americana uno dei migliori war novel degli ultimi dieci anni: il racconto della tragedia afghana attraverso gli occhi di due fratelli strappati alla pace famigliare e consegnati alla guerra.

Elliot Ackerman

Prima che torni la pioggia

Longanesi

 

prima che torni la pioggia sul blog di alice senza niente

«Un romanzo toccante, forte, crudo: una storia di vendetta, lealtà e amore tra fratelli. Un agghiacciante e spesso disturbante scorcio della vita quotidiana in una delle regioni più tormentate del mondo.»

Khaled Hosseini

Il libro

Prima che torni la pioggia rappresenta appieno l’impatto che decenni di guerra – a partire dall’occupazione sovietica negli anni ’80 – hanno avuto sulla popolazione afghana. Allo stesso tempo si struttura come una sorta di tragedia antica sui sentimenti di violenza e vendetta che consumano famiglie e tribù, generazione dopo generazione. Scrivendo dal punto di vista afghano, Elliot Ackerman racconta l’odio e la tragedia della guerra con un atto sorprendente di empatia e immaginazione, creando un romanzo lirico e di una potenza tale da essere paragonato da alcuni critici americani a Per chi suona la campana.

Aziz e il fratello maggiore Ali vivono in un villaggio afghano, sotto le imponenti montagne dell’Hindukush. Una famiglia povera, ma piena di amore. Un giorno qualunque tutto cambia: il giorno dell’irruzione nel villaggio di un gruppo di uomini armati. Unici scampati al tremendo attacco, i due ragazzini trovano rifugio in un orfanotrofio. Ali decide di assumersi le proprie responsabilità di fratello maggiore e di mandare Aziz a scuola con quei pochi soldi che riesce a guadagnare. Ma gli uomini armati stanno per tornare e per colpire di nuovo. Una bomba talebana esplode nella piazza del mercato e Ali rimane sfigurato. In ospedale Aziz incontra un suo compatriota in uniforme dell’esercito statunitense e scopre l’esistenza della Special Lashkar, una milizia afghana alleata a coloro che aveva sempre considerato nemici. È l’unica via per regalare al fratello una vita degna di essere vissuta. Non più ragazzo e non ancora uomo, Aziz decide di unirsi alla milizia. Sarà un viaggio dentro un conflitto brutale e assurdo, in cui faticherà a trovare il suo posto.

 

L’autore

Elliot Ackerman, classe 1980, è figlio di Peter Ackerman, uomo d’affari newyorkese, e della scrittrice Joanne Leedom-Ackerman. Ha passato otto anni nell’esercito statunitense, sia come soldato semplice sia come ufficiale di operazioni speciali. Croce di bronzo al valore militare, veterano decorato per la seconda battaglia di Falluja, che lo spinse a scrivere: «L’11 novembre 2004 è il giorno in cui ho smesso di credere in Dio». Più recentemente ha servito la Casa Bianca nel Governo Obama. Attualmente vive a Istanbul con la moglie e i due figli; si occupa come giornalista freelance della guerra civile siriana. I suoi saggi e articoli sono apparsi su The New Yorker,The Atlantic, The New Republic e The New York Times Magazine.

Elliot Ackerman

Prima che torni la pioggia

Longanesi

320 pagine, 16,90 euro

 

 

 

 

 

 

 

———————

Alice senza niente, il sito ufficiale

La pagina fan su Facebook

Alice senza niente su Google+

Il blog su Twitter

Fairy Oak – Il segreto delle gemelle (Salani)

Tornano in libreria – dopo lunga attesa – i primi due volumi della fortunata saga di Fairy Oak.

Della nuova edizione di Adriano Salani Editore, rivista e arricchita di nuove illustrazioni, presentiamo oggi il primo capitolo: Il segreto delle gemelle.

il_segreto_delle_gemelle

Elisabetta Gnone

Fairy Oak

Il segreto delle gemelle

Salani

Un villaggio magico e antico nascosto fra le pieghe di un tempo immortale

Il libro

Fairy Oak è un villaggio magico e antico nascosto fra le pieghe di un tempo immortale. A volerlo cercare, bisognerebbe viaggiare fra gli altopiani scozzesi e le brughiere normanne, nelle valli fiorite della Bretagna, tra i verdi prati irlandesi e le baie dell’oceano. Il villaggio è abitato da creature magiche e uomini senza poteri, ma è difficile distinguere gli uni dagli altri, poiché maghi, streghe e cittadini comuni abitano le case di pietra da tanto di quel tempo che ormai nessuno fa più caso alle reciproche stranezze e tutti si somigliano un po’. A parte le fate, che sono molto piccole, luminose e… volano. Questa storia è raccontata da una di loro e narra l’avventura straordinaria di due sorelle gemelle, Vaniglia e Pervinca…

Elisabetta_Gnone sul blog di alice senza nienteL’autrice

Elisabetta Gnone è nata a Genova e vive sulle colline del Monferrato. È stata direttore responsabile delle riviste femminili e prescolari della Walt Disney, per la quale nel 2001 ha creato la serie a fumetti W.I.T.C.H., destinata a un successo mondiale. Nel 2004 ha pubblicato il primo libro della fortunatissima saga di Fairy Oak, che ha conquistato il cuore di milioni di giovani lettori nel mondo. Negli ultimi anni Elisabetta si è dedicata alla scrittura del suo nuovo romanzo Olga di cartauna storia sull’importanza di raccontare le storie, che fra risate, commozione e tenerezza affronta i temi della fragilità, della vulnerabilità e dell’imperfezione che ci rendono umani.

Elisabetta Gnone

Fairy Oak

Il segreto delle gemelle

Salani

228 pagine, libro – cartonato con sovraccoperta

fairy oak sul blog di alice senza niente

 

 

 

 

 

 

 

———————

Alice senza niente, il sito ufficiale

La pagina fan su Facebook

Alice senza niente su Google+

Il blog su Twitter

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Segui assieme ad altri 94 follower