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Guida non ufficiale a Pokémon GO (Vallardi)

E’ il fenomeno (mondiale) del 2016: Pokémon Go.

Da qualche giorno è in libreria la prima guida italiana all’ app più famosa del momento. La Guida è un progetto tutto italiano, ed è stata già venduta in anteprima in 11 paesi (Stati Uniti, Canada, Gran Bretagna, Australia,Francia, Polonia, Lituania, Repubblica Ceca, Turchia, Danimarca e Serbia).

 

guida-non-ufficiale-a-pokemon-go-sul-blog-di-alice-senza-niente

 

 

 

Guida non ufficiale a Pokémon GO

Vallardi

 

 

Il libro

La guida non ufficiale a Pokémon GO è un manuale completo con tutti (ma proprio tutti) i segreti, i trucchi e i suggerimenti dell’app di cui tutti parlano e che ha conquistato appassionati di ogni età diventando rapidamente un fenomeno pop e trasversale. Essenziale per chi vuole iniziare e indispensabile per chi vuole diventare un campione.

 

Desiderate sapere come trovare e catturare anche i Pokémon più rari?

Volete raggiungere i livelli più alti nel minor tempo possibile?

Cercate consigli su dove esplorare i Pokéstop in giro per il mondo e conquistare le migliori Palestre?

Non sapete come guadagnare un sacco di Pokémonete senza spendere un Euro?

Vi chiedete come allenare i Pokémon giusti e vincere tutti gli scontri?

Avete voglia di andare a caccia di Pokémon senza scaricare il cellulare?

 

In questo libro troverete tutte le risposte alle vostre domande e tante curiosità divertenti sul mondo dei Pokémon e su Pokémon GO.

 

Guida non ufficiale a Pokémon GO

Vallardi

PAGINE 128

PREZZO € 9.90
FORMATO 14 x 19,7
ISBN 9788869872693

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Cara Accademia della Crusca, ti scrivo (Navarra)

Lo scorso 30 giugno è uscito Cara Accademia della Crusca, ti scrivo. 101 parole siciliane suggerite da Roberto Lipari, il primo libro scritto da Roberto Lipari, in collaborazione con Simone Riccobono. Reduce dallo strepitoso successo e dalla vittoria ottenuta al programma Eccezionale Veramente su La7 – dove è stato apprezzato da Diego Abatantuono, Paolo Ruffini, Selvaggia Lucarelli e Pupi Avati -, il giovane comico palermitano offre ai lettori italiani un divertente spaccato del dialetto siciliano.

Roberto Lipari

Cara Accademia della Crusca, ti scrivo

Navarra editore

cara accademia della crusca ti scrivo - lipari

Il libro

Sulla scia del fenomeno “petaloso” e del cliccatissimo video “Cara accademia della Crusca, ti scrivo”, in cui il cabarettista proponeva una rosa di parole siciliane da inserire nella lingua italiana, Roberto Lipari ci riprova, mettendo nero su bianco vocaboli, espressioni, modi di dire che connotano il dialetto siciliano, attingendo al suo ricco bagaglio linguistico e a una pletora di esempi tratti dalla vita di tutti i giorni, in grado di far divertire con leggerezza e intelligenza tutti, persino i non dialettofoni convinti!

Grazie al contributo di migliaia di seguaci che hanno risposto all’appello di Lipari nel video “Vi ricordate petaloso? Ho bisogno di voi!”, il libro ha preso la forma di una lettera aperta indirizzata agli illustri accademici, in cui ogni esempio dialettale viene declinato secondo varie accezioni e sfumature di utilizzo, dando vita a un appello accorato, vibrante, spassoso e irresistibile. I lettori della penisola italiana vi troveranno espressioni che mai passeranno di moda tra le strade assolate e profumate della Sicilia, e tra una battuta e una riflessione socio-culturale, i compatrioti di Lipari avranno modo di “sentire” e apprezzare la loro “lingua del cuore” senza mai farsi prendere dalla lagnusìa!

Autori della prefazione al testo sono I soldi spicci, famoso duo comico palermitano, i quali descrivono Cara Accademia della Crusca, ti scrivo come “un libro patriottico volto a restituire un’ideale paternità al siciliano come lingua nazionale. Da fieri sostenitori della nostra terra, vogliamo dare un pieno contributo ai cari amici Roberto Lipari e Simone Riccobono, che magari, un giorno, suoneranno alle orecchie dei nostri pronipoti come i novelli Petrarca e Boccaccio o forse, più semplicemente, saranno definiti ancora come li definiamo noi oggi: due teste di massima intelligenza.”

“In redazione abbiamo apprezzato subito le doti e le qualità narrative di Roberto –afferma con orgoglio l’editore Ottavio Navarra – Il suo pregio è quello di sapere intrattenere un vasto pubblico, divertendo, ma senza rinunciare a una riflessione più profonda sulla realtà e sui tempi che viviamo. La sua comicità è brillante e mai volgare e questo libro ne è un’ulteriore conferma.”

r-lipariL’autore

Roberto Lipari è un giovane cabarettista e youtuber siciliano amatissimo in rete, nato in seno al laboratorio comico palermitano “La Carovana Stramba”. Ad oggi è fisso nel cast dello storico laboratorio Zelig di Viale Monza e gestisce un Lab tutto palermitano al Convento Cabaret con i comici Matranga e Minafò. Per quest’ultimi ha collaborato ai testi per Made In Sud, programma di Rai 2. In onda fino a poche settimane su La7, dove ha convinto la giuria e il pubblico di Eccezionale Veramente conquistando il titolo di vincitore del programma, la sua pagina fan su Facebook ha più di 160.000 “mi piace”, numero che cresce di giorno in giorno, e ogni suo video raggiunge centinaia di migliaia di visualizzazioni e di condivisioni.

 

 

 

 

 

 

 

 

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Il prigioniero della notte (Corbaccio)

Il thriller italiano che ha conquistato l’Europa.

Un autore dall’ identità nascosta.

E un prigioniero della notte che darà presto voce alla sua storia

il prigioniero della notte sul blog di alice senza niente

Federico Inverni

Il prigioniero della notte

Corbaccio

 

 

Il libro

Lucas è un detective. Nella sua vita gli sono rimasti solo il nome e il lavoro. Il suo passato è una ferita sempre aperta da un evento sconvolgente ha segnato la sua vita… e la sua mente. Come un automa attraversa i delitti su cui è chiamato a investigare, mettendo al servizio della giustizia il suo intuito straordinario, quasi visionario, e la sua sensibilità persino eccessiva. Fino a quando incappa in un caso diverso da tutti gli altri: una giovane donna trovata morta con il terrore negli occhi e nessun segno di violenza apparente. Lucas sa che il colpevole è un assassino seriale e ne ha conferma da Anna, psichiatra profiler, abituata a scandagliare il male in tutte le sue forme, da quando lei stessa, da ragazza, ha vissuto un’esperienza traumatizzante. Lucas e Anna annaspano in un labirinto di follia in cui i ricordi del loro passato, tenuti troppo a lungo sepolti, riemergono taglienti come vetri rotti in un’indagine che li coinvolge da vicino, lasciandoli devastati di fronte a una verità impensabile.

L’autore

Federico Inverni è uno pseudonimo dietro il quale si nasconde l’autore di questo romanzo d’esordio. Italiano, di circa quarant’anni, Federico ama le storie, da qualunque parte provengano. Si sente in pace circondato dalle pagine scritte, ma a volte ha l’impressione che i libri lo guardino. Del resto, i libri hanno una vita indipendente: ecco perché ha scelto di celarsi dietro un nome diverso e lasciare che «Il prigioniero della notte» trovi la sua strada e i lettori. E forse anche perché teme che i personaggi gli assomiglino troppo.

Federico Inverni

Il prigioniero della notte

Corbaccio

  Pagine 480, € 16,90

 

 

 

 

 

 

 

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Morte di un presidente (Ponte alle Grazie)

Oggi presentiamo l’inchiesta rivoluzionaria che riscrive per intero il caso Moro: Morte di un presidente, di Paolo Cucchiarelli (Ponte alle Grazie).

 

Paolo Cucchiarelli

Morte di un presidente

 

Quello che né lo Stato né le BR hanno mai raccontato

sulla prigionia e l’assassinio di Aldo Moro

PONTE ALLE GRAZIE

MORTE DI UN PRESIDENTE

«Perché la verità, cari amici è più grande di qualsiasi tornaconto.

Datemi da una parte milioni di voti e toglietemi dall’altra parte

un atomo di verità ed io sarò comunque perdente».

Aldo Moro, aprile 1978

Gli elementi di novità dell’inchiesta e gli sviluppi giudiziari

Arrivano conferme e riscontri alle novità sulla vicenda Moro illustrate in Morte di un Presidente l’inchiesta  di Paolo Cucchiarelli, appena pubblicata da Ponte alle Grazie.

Il libro, consegnato alla commissione Moro, alla Procura Generale della Repubblica e ai Ris che stanno indagando sulle modalità dell’omicidio,  è già alla seconda edizione dopo meno di un mese dall’uscita.

Tra l’altro nella seconda edizione è presente la foto scattata in via Fani poco dopo la strage del 16 marzo che ritrae il boss della ‘ndrangheta Nirta, fatto questo accertato dai Ris, e un uomo che si sospetta essere Giustino De Vuono che l’inchiesta indica come il killer del Presidente della Dc.

I Ris ora indagheranno proprio su Giustino De Vuono, ex legionario, legato alla criminalità calabrese, indicato da subito come componente del gruppo Br  coinvolte nel rapimento da parte del Ministero dell’Interno.

Alla Commissione, alla Procura e ai Ris sono state consegnate anche le due perizie, quella balistica di Gianluca Bordi e quella medica redatta dal Professor Alberto Bellocco.  I due elaborati, che entrano nel corpo del libro, spostano scientificamente i “paletti” finora immobili del Caso Moro.

Il libro inchiesta infatti frantuma la versione ufficiale della detenzione solo nel cunicolo di Via Montalcini indicando le diverse prigioni in cui Moro fu rinchiuso e della uccisione nel garage dello stesso stabile.

Nel libro si illustrano per la prima volta le reali modalità della uccisione di Moro seduto prima dietro il guidatore della R4 e colpito da 8 sparati in sequenza e poi sdraiato sul portabagagli con le gambe ciondoloni e poi raggiunto dagli ultimi 4 colpi. Infatti il libro fissa in 12 e non 11 i proiettili sparati contro Moro. Il tutto è stato rigorosamente ricostruito in base all’incrocio delle foto, delle perizie dell’epoca e di una ricostruzione effettuata in una Renault identica a quella ritrovata in via Caetani.

Il libro indica anche, sulla base di alcune indicazioni date da Leonardo Sciascia, il possibile luogo della uccisione dato che da ultimo, sotto le scarpe di Moro, sui pantaloni e sulle ruote della R4 furono ritrovati dei rimasugli di stoffe che fanno presumere – come scisse Sciascia – che Moro stazionò da ultimo, prima di essere ucciso alle 4,30 del mattino (una novità perché Moro per le Br  si sparò su Moro alle 6, e per la perizia alle 9-10) in un deposito di stoffe a due passi da via Caetani.

L’inchiesta sulla base di un rigoroso lavoro sulle lettere di Moro, sulle perizie, sulle  foto dell’epoca e sui diversi elementi da sempre presenti nella vicenda ricostruisce anche il “percorso delle prigioni” (Via Massimi- Palo-Via Gradoli-Bracciano-Manziana- Fregene e infine la zona del ghetto dove il Presidente fu ucciso).

Il vero dramma che tutto salda nel silenzio è che Aldo Moro stava per essere liberato – è il libro indica, trattando la vicenda come un cold case, gli elementi concreti che dimostrano ciò – ma qualcosa o qualcuno intervenne per costringere le Br o almeno l’ala delinquenziale che in quel momento lo deteneva ad ucciderlo invece di liberarlo.

Il libro avanza anche documentati dubbi sul fatto che siano state le pistole finora indicate nelle sentenze ad essere utilizzate per uccidere Aldo Moro.

Il vero segreto, e il libro dimostra passo passo questa innovativa lettura della vicenda, è che la prigione di Moro fu scoperta uno-due giorni dopo via Fani in un immobile a poche centinaia di metri dal luogo delle uccisione della scorta in un immobile di proprietà dello Ior, in particolare di una società che dipendeva da Luigi Mennini e le Br scelsero Don Antonello Mennini (che Moro chiama a se nella prigione) come il canale di trattativa. A individuare via Massimi fu inizialmente una “fonte” della Guardia di Finanza e infatti l’ultima prigione, quella in cui Moro inzacchera pantaloni, vestiti e calzini con la sabbia, era – per l’inchiesta – in uno stabilimento balneare normalmente utilizzato dalla Guardia di Finanza.

L’inchiesta apre un nuovo scenario su tutta la vicenda: dal rapimento alla uccisione e presto si sapranno i riscontri che i Ris hanno in corso sulle modalità della uccisione di Moro così come illustrate per la prima volta in Morte di un Presidente.

 

 

Il libro

Questa inchiesta si propone di dissolvere le ombre che avvolgono il più importante omicidio politico della storia repubblicana, l’assassinio di Aldo Moro.

Per cogliere quell’«evidenza invisibile» segnalata da Leonardo Sciascia già nell’agosto del 1978, Paolo Cucchiarelli ci offre una ricostruzione inedita del caso Moro, fondata sull’analisi dei tanti indizi materiali che raccontano un’altra storia rispetto a quella narrata dai protagonisti della vicenda: le BR, innanzitutto, ma anche i rappresentanti dello Stato, a tutti i livelli e di ogni fazione politica. Pochi e apparentemente insignificanti granelli di sabbia depositati sui vestiti che lo statista indossava il giorno della sua morte conducono il lettore verso la definizione di una trama complessa, ma in grado di demolire il castello di bugie e contraddizioni che negli anni ha reso impossibile l’accertamento della verità, fuori e dentro le aule dei tribunali. Ciò che fino a oggi sembrava incomprensibile o caotico – le allusioni delle lettere di Moro dalla «prigione del popolo», il comportamento paradossale dei suoi carcerieri, le oscillazioni dei politici, il coinvolgimento del Vaticano, della malavita organizzata, di Gladio, della P2, dei servizi segreti statunitensi, e soprattutto l’identità di chi uccise il presidente della DC – appare finalmente chiaro e dotato di saldatura logica.

Morte di un Presidente è un libro destinato a far discutere perché svela quel «segreto» del caso Moro che in troppi, a quasi quarant’anni dai fatti, hanno ancora interesse a difendere.

 

L’autore

Paolo Cucchiarelli, scrittore e giornalista investigativo, ha seguito i casi politico-giudiziari più eclatanti degli ultimi cinquant’anni: la strage di Piazza Fontana, Moro (due precedenti inchieste sul caso hanno portato la magistratura romana ad aprire altrettanti fascicoli giudiziari), l’attentato a Giovanni Paolo II, Gladio, Tangentopoli, la vicenda Mitrokhin. Da Il segreto di Piazza Fontana (Ponte alle Grazie, 2006) Marco Tullio Giordana ha liberamente tratto il film Romanzo di una strage (2012).

Paolo Cucchiarelli

Morte di un presidente

PONTE ALLE GRAZIE

pp. 432 – euro 18,00

 

 

 

 

 

 

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Gli Zingari dello Studio (Nativi digitali)

Gli Zingari dello Studio è l’ultimo libro sull’Erasmus pubblicato in Italia.

Consigliato a chiunque sia stato in Erasmus o a chi è indeciso se partire a meno e anche a chi non c’è stato perché non ha potuto o lo considerava una perdita di tempo, ma vorrebbe scoprire come ci si sente durante quella che tutti definiscono “l’esperienza piu’ bella della mia vita”.

Enzo Lauretta

Gli Zingari dello Studio

Nativi Digitali Edizioni

Il Libro

Gli Zingari dello Studio è la storia di una partenza che è anche una ricerca spirituale, quella del personaggio principale, la cui figura è verosimilmente ricalcata su quella dell’autore.

Il libro racconta di giovani studenti che per un periodo circoscritto della loro vita si sono ritrovati a vivere un’esperienza di studio all’estero e lo fa secondo uno stile volutamente colloquiale, sgrammaticato che ricorda a un po’ quello di Jack Keroauc in On the Road, peraltro, spesso citato all’interno del Romanzo.

La trama procede in modo lineare con un inizio che coincide con la partenza del personaggio principale, il suo soggiorno e una fine che coincide con il suo ritorno; quello che più conta, però, è il contesto che fa da sfondo alle vicende dei personaggi e che in definitiva sono i veri protagonisti del Libro.

Ad una prima lettura il Libro sembrerebbe riassumersi in sesso, alcol e feste mentre in realtà c’è molto di più. L’esemplificazione del messaggio che Gli Zingari dello Studio vuole trasmettere è contenuto nelle parole del personaggio principale, nel suo “Urlo”, alla maniera di Allen Ginsberg, giusto per rimanere in tema di Beat Generation, utilizzate anche nel Booktrailer a cui si rimanda di seguito.

Booktrailer:

https://www.youtube.com/watch?v=BofQcWXwmv4

Enzo Lauretta

Gli Zingari dello Studio

Nativi Digitali Edizioni

 

 

 

 

 

 

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