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Viva Falcone (Navarra editore)

7 aprile 2019

Un testo intimo e intenso sulla strage di Capaci, in cui perse la vita il 23 maggio del 1992 Giovanni Falcone, dallo spettacolo teatrale vincitore nel 2016 del Premio di Drammaturgia la Riviera dei Monologhi al Teatro di impegno civile.
Un testo ideale per la lettura a scuola.

 

 

Antonio Lovascio

Viva Falcone

Lazzi di un giullare siciliano

Navarra Editore

Una coinvolgente narrazione in prima persona di un giovane siciliano emigrato al nord negli anni Settanta, il cui modo di “stare al mondo” sarà irrimediabilmente segnato dall’omicidio di Falcone. Una presa di coscienza che sfocia nell’impegno civile.

 

Il libro

Il protagonista del racconto è Salvatore Sanfilippo, alter ego dell’autore, che ripercorre la sua vita, da fine anni ’70 al 1992. Racconta del suo trasferimento al nord dalla Sicilia, delle vacanze che ogni anno lo riportavano nella sua terra natia ricca di tradizioni e contraddizioni. Prova a narrare la storia della Sicilia e a spiegare la mafia, che l’ha così profondamente segnata.
Poi qualcosa arriva a scuotere gli animi: la strage di Capaci del 23 maggio 1992. Il protagonista quindicenne non sa neanche chi sia Falcone, ma da quel momento qualcosa cambia nella sua vita. Il protagonista, unico attore in scena, interpreta diversi ruoli: sé stesso, per la maggior parte del tempo, il venditore di granita che sembra intonare un canto arabo, un pupo siciliano che recita versi della Gerusalemme liberata, poi con lo stratagemma di una coppola che indossa e toglie in base ai personaggi che rappresenta, alterna personaggi ambigui e detrattori di Giovanni Falcone, fino a recitare le parole dello stesso Falcone.

 

L’autore

Antonio Lovascio è attore, regista e drammaturgo. Si è formato e ha lavorato con artisti come Dario Fo, Franca Rame, Lino Capolicchio. Nel 2007 ha vinto il premio di drammaturgia “Torneo applausi” con il testo “Immi-Grati?”. La Provincia di Ancona gli ha conferito il Cavalierato giovanile migliori talenti under 35, sezione spettacolo. Nel 2015 ha vinto il premio nazionale di drammaturgia La Riviera dei Monologhi, con il testo “Alda Merini – i beati anni dell’innocenza”. Nel 2016 ha vinto il premio nazionale di drammaturgia La Riviera dei Monologhi per il Teatro di impegno civile con lo spettacolo “Viva Falcone” che ha ottenuto anche il patrocinio della Fondazione Giovanni e Francesca Falcone.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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