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Morte di un presidente (Ponte alle Grazie)

26 luglio 2016

Oggi presentiamo l’inchiesta rivoluzionaria che riscrive per intero il caso Moro: Morte di un presidente, di Paolo Cucchiarelli (Ponte alle Grazie).

 

Paolo Cucchiarelli

Morte di un presidente

 

Quello che né lo Stato né le BR hanno mai raccontato

sulla prigionia e l’assassinio di Aldo Moro

PONTE ALLE GRAZIE

MORTE DI UN PRESIDENTE

«Perché la verità, cari amici è più grande di qualsiasi tornaconto.

Datemi da una parte milioni di voti e toglietemi dall’altra parte

un atomo di verità ed io sarò comunque perdente».

Aldo Moro, aprile 1978

Gli elementi di novità dell’inchiesta e gli sviluppi giudiziari

Arrivano conferme e riscontri alle novità sulla vicenda Moro illustrate in Morte di un Presidente l’inchiesta  di Paolo Cucchiarelli, appena pubblicata da Ponte alle Grazie.

Il libro, consegnato alla commissione Moro, alla Procura Generale della Repubblica e ai Ris che stanno indagando sulle modalità dell’omicidio,  è già alla seconda edizione dopo meno di un mese dall’uscita.

Tra l’altro nella seconda edizione è presente la foto scattata in via Fani poco dopo la strage del 16 marzo che ritrae il boss della ‘ndrangheta Nirta, fatto questo accertato dai Ris, e un uomo che si sospetta essere Giustino De Vuono che l’inchiesta indica come il killer del Presidente della Dc.

I Ris ora indagheranno proprio su Giustino De Vuono, ex legionario, legato alla criminalità calabrese, indicato da subito come componente del gruppo Br  coinvolte nel rapimento da parte del Ministero dell’Interno.

Alla Commissione, alla Procura e ai Ris sono state consegnate anche le due perizie, quella balistica di Gianluca Bordi e quella medica redatta dal Professor Alberto Bellocco.  I due elaborati, che entrano nel corpo del libro, spostano scientificamente i “paletti” finora immobili del Caso Moro.

Il libro inchiesta infatti frantuma la versione ufficiale della detenzione solo nel cunicolo di Via Montalcini indicando le diverse prigioni in cui Moro fu rinchiuso e della uccisione nel garage dello stesso stabile.

Nel libro si illustrano per la prima volta le reali modalità della uccisione di Moro seduto prima dietro il guidatore della R4 e colpito da 8 sparati in sequenza e poi sdraiato sul portabagagli con le gambe ciondoloni e poi raggiunto dagli ultimi 4 colpi. Infatti il libro fissa in 12 e non 11 i proiettili sparati contro Moro. Il tutto è stato rigorosamente ricostruito in base all’incrocio delle foto, delle perizie dell’epoca e di una ricostruzione effettuata in una Renault identica a quella ritrovata in via Caetani.

Il libro indica anche, sulla base di alcune indicazioni date da Leonardo Sciascia, il possibile luogo della uccisione dato che da ultimo, sotto le scarpe di Moro, sui pantaloni e sulle ruote della R4 furono ritrovati dei rimasugli di stoffe che fanno presumere – come scisse Sciascia – che Moro stazionò da ultimo, prima di essere ucciso alle 4,30 del mattino (una novità perché Moro per le Br  si sparò su Moro alle 6, e per la perizia alle 9-10) in un deposito di stoffe a due passi da via Caetani.

L’inchiesta sulla base di un rigoroso lavoro sulle lettere di Moro, sulle perizie, sulle  foto dell’epoca e sui diversi elementi da sempre presenti nella vicenda ricostruisce anche il “percorso delle prigioni” (Via Massimi- Palo-Via Gradoli-Bracciano-Manziana- Fregene e infine la zona del ghetto dove il Presidente fu ucciso).

Il vero dramma che tutto salda nel silenzio è che Aldo Moro stava per essere liberato – è il libro indica, trattando la vicenda come un cold case, gli elementi concreti che dimostrano ciò – ma qualcosa o qualcuno intervenne per costringere le Br o almeno l’ala delinquenziale che in quel momento lo deteneva ad ucciderlo invece di liberarlo.

Il libro avanza anche documentati dubbi sul fatto che siano state le pistole finora indicate nelle sentenze ad essere utilizzate per uccidere Aldo Moro.

Il vero segreto, e il libro dimostra passo passo questa innovativa lettura della vicenda, è che la prigione di Moro fu scoperta uno-due giorni dopo via Fani in un immobile a poche centinaia di metri dal luogo delle uccisione della scorta in un immobile di proprietà dello Ior, in particolare di una società che dipendeva da Luigi Mennini e le Br scelsero Don Antonello Mennini (che Moro chiama a se nella prigione) come il canale di trattativa. A individuare via Massimi fu inizialmente una “fonte” della Guardia di Finanza e infatti l’ultima prigione, quella in cui Moro inzacchera pantaloni, vestiti e calzini con la sabbia, era – per l’inchiesta – in uno stabilimento balneare normalmente utilizzato dalla Guardia di Finanza.

L’inchiesta apre un nuovo scenario su tutta la vicenda: dal rapimento alla uccisione e presto si sapranno i riscontri che i Ris hanno in corso sulle modalità della uccisione di Moro così come illustrate per la prima volta in Morte di un Presidente.

 

 

Il libro

Questa inchiesta si propone di dissolvere le ombre che avvolgono il più importante omicidio politico della storia repubblicana, l’assassinio di Aldo Moro.

Per cogliere quell’«evidenza invisibile» segnalata da Leonardo Sciascia già nell’agosto del 1978, Paolo Cucchiarelli ci offre una ricostruzione inedita del caso Moro, fondata sull’analisi dei tanti indizi materiali che raccontano un’altra storia rispetto a quella narrata dai protagonisti della vicenda: le BR, innanzitutto, ma anche i rappresentanti dello Stato, a tutti i livelli e di ogni fazione politica. Pochi e apparentemente insignificanti granelli di sabbia depositati sui vestiti che lo statista indossava il giorno della sua morte conducono il lettore verso la definizione di una trama complessa, ma in grado di demolire il castello di bugie e contraddizioni che negli anni ha reso impossibile l’accertamento della verità, fuori e dentro le aule dei tribunali. Ciò che fino a oggi sembrava incomprensibile o caotico – le allusioni delle lettere di Moro dalla «prigione del popolo», il comportamento paradossale dei suoi carcerieri, le oscillazioni dei politici, il coinvolgimento del Vaticano, della malavita organizzata, di Gladio, della P2, dei servizi segreti statunitensi, e soprattutto l’identità di chi uccise il presidente della DC – appare finalmente chiaro e dotato di saldatura logica.

Morte di un Presidente è un libro destinato a far discutere perché svela quel «segreto» del caso Moro che in troppi, a quasi quarant’anni dai fatti, hanno ancora interesse a difendere.

 

L’autore

Paolo Cucchiarelli, scrittore e giornalista investigativo, ha seguito i casi politico-giudiziari più eclatanti degli ultimi cinquant’anni: la strage di Piazza Fontana, Moro (due precedenti inchieste sul caso hanno portato la magistratura romana ad aprire altrettanti fascicoli giudiziari), l’attentato a Giovanni Paolo II, Gladio, Tangentopoli, la vicenda Mitrokhin. Da Il segreto di Piazza Fontana (Ponte alle Grazie, 2006) Marco Tullio Giordana ha liberamente tratto il film Romanzo di una strage (2012).

Paolo Cucchiarelli

Morte di un presidente

PONTE ALLE GRAZIE

pp. 432 – euro 18,00

 

 

 

 

 

 

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