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Camicette bianche (Navarra)

8 marzo 2015

Il post dell’8 marzo arriva un po’ in ritardo, ma non è mai troppo tardi per recuperare il vero spirito di questa ricorrenza, giusto?

 

copertina camicette web

 

Ester Rizzo

Camicette bianche

Navarra editore

 

 

 

Il libro

Una leggenda molto celebre narra che la Festa della Donna sia stata istituita nel 1908 in memoria delle operaie morte l’8 marzo nel rogo di una fabbrica di New York, la Cotton.  In realtà, un incendio ci fu davvero a New York, ma avvenne il 25 Marzo 1911: a bruciare è stata la Triangle Waist Company, una fabbrica di camicette bianche in cui lavoravano in prevalenze donne emigrate.  Nell’incendio persero la vita 126 donne, di cui ben 38 italiane: una tragedia nazionale dimenticata, vite rimaste nell’oblio, vittime non identificate e riunite senza nome in un unico monumento funebre.

A ridare dignità e memoria alle vittime della Triangle Waist ci pensa Ester Rizzo con il suo “Camicette bianche. Oltre l’8 marzo” (Navarra Editore) che, per la prima volta in Italia, non solo ricostruisce il contesto storico della tragedia, ma rivela le vite di quelle donne, dando a ciascuna un nome, un cognome, un luogo di nascita e una storia da raccontare. A nove mesi dall’uscita del libro – grazie al lavoro dell’autrice e alla petizione che esortava i sindaci dei paesi natali delle vittime a ricordarle pubblicamente – sono ben quindici i comuni italiani che hanno predisposto l’intitolazione di una via a una delle nostre connazionali scomparse: Casamassima, Sciacca, Erice, Cerda, Casteldaccia, Marineo, Capaci, Bisacquino, Priolo, Giardini Naxos, Cerami, Gangi, Letojanni, Noto, Sambuca di Sicilia.

Un modo per restituire alle vittime non una memoria indistinta e generica che si perde nei lustrini dell’8 marzo, ma un ricordo tangibile, che abbia la qualità di essere personale e nominale, per riconsegnare alle donne – “ultime fra gli ultimi, vittime di quotidiana violenza e discriminazione”, come scrive l’autrice in una nota al testo – il posto che meritano nella storia del nostro Paese.

“Con l’inserimento dei loro nomi nell’odonomastica locale – commenta Maria Pia Ercolini, ideatrice del progetto “Toponomastica femminile” e cofirmataria della petizione – i comuni italiani da cui partirono le lavoratrici coinvolte nella tragedia, renderanno onore non solo alle cittadine perdute, ma a tutti quei milioni di migranti spinti ad abbandonare la propria terra per bisogno.”

La petizione – che si può ancora sottoscrivere sulla piattaforma Change.org col titolo “Ridiamo dignità alle donne vittime dell’incendio della Triangle Waist” –  ha avuto il sostegno di nomi noti della cultura e della politica italiana: hanno firmato, tra gli altri, il giornalista Riccardo Iacona, lo scrittore Giorgio Vasta, la giornalista Mimosa Martini, il regista de Il ruggito del coniglio Paolo Restuccia, le attrici Laura Lattuada e Tiziana Di Masi, il sindaco di Lampedusa Giusi Nicolini e l’ex parlamentare Rita Borsellino.

Di recente, l’incendio della Triangle è stato ricordato anche dalla presidente della Camera Laura Boldrini che a maggio del 2014 ha visitato a New York il Triangle Shirtwaist Factory Fire Memorial, e la stessa Ester Rizzo è stata invitata dall’associazione italo-americana Calandra Institute il prossimo 25 marzo a prendere parte alla commemorazione della tragedia che si terrà a New York, come riconoscimento per il lavoro di informazione e sensibilizzazione svolto sul territorio nazionale

Alla fine della ricerca della Rizzo, solo sei vittime italiane sono ancora prive di un documento ufficiale che attesti la provenienza. Un lavoro che serve, dunque, anche ad attrarre l’attenzione di chi possa fornire un contributo per completare il riconoscimento, reso arduo dalla sommarietà dei dati raccolti nel 1911, dagli errori di trascrizione di lingue diverse, dai danni provocati dal fuoco.

Ester Rizzo

Camicette bianche

Navarra editore

Navarra Editore

Anno: 2014

Pagine: 128

Prezzo: 10,00 €

ISBN: 978-88-95756-99-8

Formato: 14×21

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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