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E il giardino creò l’uomo (Ponte alle Grazie)

5 giugno 2012

Oggi è la Giornata mondiale dell’ambiente. Celebriamo l’evento presentando un piccolo grande manifesto sul potere rivoluzionario della natura.

 

Ponte alle Grazie

E il giardino creò l’uomo

Un manifesto ribelle e sentimentale

per filosofi giardinieri

di Jorn de Précy

 

A cura di Mario Martella

 

Nota dell’editore

Dal 1912, anno della sua pubblicazione, questo breve e brillante saggio circola quasi clandestinamente in Inghilterra. Bisogna stupirsi se fino a oggi è rimasto ignoto fuori dai confini di quel Paese? Senza dubbio. A meno che il suo “curatore”, fine conoscitore dei giardini inglesi del XIX secolo, non ne sia il vero autore…

«Mai letto nulla di più vero di questo distillato postumo di quanto ciascuno di noi cerca in giardino».

Pia Pera

Il libro

Il giardino: ultimo rifugio della spiritualità e della poesia; ultima frontiera al di qua della barbarie e dell’alienazione; ultima utopia – ma un’utopia pratica, tangibile. Questi i temi che Jorn de Précy, giardiniere-filosofo attivo a cavallo fra Otto e Novecento di cui poco si sa, ma che è da sempre oggetto di venerazione da parte degli appassionati, ha riunito nel suo E il giardino creò l’uomo. Questo scritto vibrante è soprattutto il manifesto di un’idea del giardino che l’autore riuscì a realizzare nella sua tenuta di Greystone, nell’Oxfordshire; un’idea straordinariamente attuale e ancora, nella sostanza come nella forma, rivoluzionaria, quella del giardino selvatico. Nel fare il giardino, l’uomo – sostiene de Précy – deve restare in ascolto della natura, del genius loci, non forzare ma assecondare le forze che vi operano, mettendosi al loro servizio e riallacciando così il legame con il mondo naturale; il quale lo ripagherà regalandogli il piacere più compiuto e nello stesso tempo inesauribile, lo spettacolo della vita e delle stagioni. Trattato di storia dei giardini, memoir e nello stesso tempo appassionato pamphlet politico, E il giardino creò l’uomo è anche il ritratto di un uomo originale e, a suo modo, enigmatico; al termine della lettura ci sembra di vederlo scomparire lungo uno dei sentieri dell’amato Greystone, a raggiungere gli dèi che si celano tra le sue piante.

L’autore

Jorn de Précy nasce a Reykjavik nel 1837, figlio di un ricco commerciante discendente di stirpe bretone. Dopo aver visitato Roma e la Toscana e aver vissuto a Venezia e a Parigi, nel 1861 si stabilisce in Inghilterra. Trascorre alcuni anni a Londra e quindi nell’Oxfordshire, dove nel 1865 acquista il giardino di Greystone. E il giardino creò l’uomo, pubblicato in Inghilterra nel 1912, è il suo unico scritto giunto alla pubblicazione.

Marco Martella è storico dei giardini. Vive e lavora a Parigi, dove ha fondato nel 2010 la rivista Jardins (éditions du Sandre) sulla filosofia e la poetica del giardino.

 

«Fate giardini! Veri giardini, naturalmente, luoghi

indomiti, fuorilegge. […] Tracciate il vostro

disegno sulla faccia della terra, che si presta sempre

volentieri ai sogni dell’uomo, piantate un giardino

e prendetevene cura. E proteggete anche i giardini

che restano e che resistono, i vecchi luoghi abitati

dalle piante che arrivano da lontano e continuano

a sognare, nonostante l’insensato baccano che li

circonda. Lavorate con i poeti, i maghi, i danzatori

e tutti gli altri artigiani dell’invisibile per rimettere

al suo posto il mistero del mondo».

Ponte alle Grazie

E il giardino creò l’uomo

Un manifesto ribelle e sentimentale

per filosofi giardinieri

di Jorn de Précy

 

A cura di Mario Martella

Pag. 128, euro 10,00

Vai al sito della casa editrice Ponte alle Grazie

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