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Racconti del giorno e della notte (Hacca)

7 maggio 2012

E’ in libreria, per i tipi delle edizioni Hacca, Racconti del giorno e della notte. Si tratta di una raccolta inedita di Giuseppe Bonura a cura di Giulio Passerini. L’introduzione è di Alessandro Zaccuri.

Giuseppe Bonura

Racconti del giorno e della notte

Hacca edizioni

Il libro

Racconti privi di un tema comune, di un filo rosso, in cui l’uso della prima persona è persistente: sembra che tutti dicano qualcosa dell’autore stesso, della sua estraneità rispetto al mondo, di quello che avrebbe voluto fare, di tutte le vite che non ebbe il tempo di vivere. La poetica di Bonura è visionaria, basata sullo scarto dalla normalità: nel grigiore rettilineo si giunge sempre a un certo punto alla fenditura che obbliga a cambiare strada, uno scarto doloroso con cui non vince mai nessuno. Non c’è neppure un dettaglio, in queste storie, specie paesaggistico: scenari di formica, moquette, carta da parati e arredamenti economici e dozzinali, oggetti di scena che lo scrittore giostra con parsimonia.
Racconti del giorno e della notte insegue colletti bianchi ed industriali fin nelle loro dimore estive, luogo di bagni sempre fuori stagione per il troppo caldo o il troppo freddo: c’è sempre un misto di riverenza e dispetto dei protagonisti verso gli appartenenti a un ceto superiore; ma non si tratta d’invidia quanto piuttosto di una domanda esistenziale del tipo: “quelle persone sono felici?”

L’autore

Giuseppe Bonura (Fano, 1933) ha vissuto e lavorato come giornalista a Milano, dove è morto nel 2008. Ha pubblicato vari romanzi, da La doppia indagine (1968) a II segreto di Alias (1984), da I custodi del silenzio (Rizzoli, 1992) a Le notti del Cardinale (Aragno, 2000) e La congiura di Maralto (Aragno, 2002), I barboni della regina (Aragno, 2004), II prato delle voci di marmo (Aragno, 2006), Biografia di un delitto (Avagliano, 2007). È uscito postumo I fuochi parlanti (Medusa). È anche autore di molti volumi di racconti da La castità dell’ospite (Rizzoli, 1990) a Dieci storie coniugali (La vita felice, 1998) fino a Le notti barbare (Manni, 2002). Ha raccontato la sua storia in Le radici del tempo (Avagliano). Ha raccolto invece il meglio della sua attività di critico militante in un curioso romanzo-saggio, Il gioco del romanzo. Ventisei anni (1970-1995) di narrativa italiana, pubblicato da Giunti-Camunia, nel 1998.

Un estratto (tratto da L’isola della felicità)

“Dopo cena, nelle sere in cui la pioggia e il freddo sconsigliano di uscire, collocherei il registratore sul tavolo del soggiorno, premerei con delicatezza il tasto di avvio, mi calerei comodamente nella mia poltrona e, dando uno sguardo d’intesa ai miei famigliari, mi appresterei a godere con loro le parole della perfetta felicità. Cerco di memorizzarne qualcuna. Non sono amore, tenerezza, estasi, voluttà, soavità, dolcezza, calore, libertà, coraggio e altri consimili termini. Non sono neppure forza, vigore, salute, agilità, dinamismo, lievità, scioltezza. E meno che meno spiritualità, saggezza, cordialità, generosità, intelligenza, coscienza, conoscenza. […]” 

Racconti del giorno e della notte
Giuseppe Bonura
a cura di Giulio Passerini
prefazione di Alessandro Zaccuri
pagine 280
prezzo 14 euro
isbn 978-88-89920-77-0
28 Marzo 2012

Vai al sito di Hacca edizioni

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