CocaColla chiude, viva CocaColla!
I legali della Coca-Cola Company hanno scritto al blog www.cocacolla.it chiedendone la chiusura entro 15 giorni del dominio e la sospensione delle pratiche di registrazione del marchio collegato. Noi raccogliamo l’appello di CocaColla.it.
CocaColla.it è un blog che dal 2010 si occupa di arte, design, advertising, lifestyle e trend della rete, dedicato a chi ama l’arte contemporanea in ogni sua espressione.
Il nostro blog in questi due anni ha avuto talmente successo che è diventato uno dei punti di riferimento per il design e per la street-art. Grazie al quotidiano impegno e alla costante dedizione del nostro team, CocaColla è entrato nelle chart italiane di settore, toccando gli 1,5 MILIONI di visitatori unici nel primo anno di vita. Contiamo più di 7000 liker su Facebook e 1000 follower su Twitter. I nostri articoli sono stati letti in 202 paesi sparsi per il mondo.
CocaColla è diventato talmente famoso che anche la Coca-Cola Company si è accorta di noi e un paio di settimane fa, per mano del loro ufficio legale, ci ha fatto recapitare due lettere di diffida, chiedendoci di ritirare le pratiche avviate per la registrazione del marchio e la cessione nei loro confronti del “nome a dominio” www.cocacolla.it. Non sono da ritenersi esenti i nostri profili social. Pena citazione a giudizio.
La motivazione è la seguente:
… che la registrazione e l’utilizzo da parte sua del nome a dominio www.cocacolla.it determina l’insorgere di un grave rischio di confusione per i consumatori che possono essere indotti a ritenere che il segno COCACOLLA ed il nome a dominio www.cocacolla.it siano volti a contraddistinguere prodotti/servizi distribuiti, organizzati o sponsorizzati dalla nostra cliente o che comunque l’uso del segno COCACOLLA da parte sua sia stato autorizzato dalla nostra assistita in base ad accordi o altri legami contrattuali o societari, il che non corrisponde al vero. L’uso del segno COCACOLLA e del nome a dominio www.cocacolla.it da parte sua costituisce inoltre contraffazione dei celebri marchi costituiti dalla dicitura Coca-Cola della nostra assistita.
In poche parole ci chiedono di chiudere, cedere il dominio e di sospendere la pratica di registrazione del marchio. Ed in soli 15 giorni. L’idea di chiamare il blog CocaColla nasce da uno dei nostri primissimi brainstorming, quando pensammo di mettere insieme la colla, elemento fondamentale dell’artistica di base e della street-art, con la Coca-Cola, simbolo della cultura pop, dell’industrializzazione e della pubblicità. Per noi in questo nome c’era tutto quello che volevamo comunicare: tutte le nostre passioni, tutti gli argomenti che di lì a poco sarebbero diventati i temi del nostro lavoro quotidiano di ricerca e produzione di contenuti. Un nome facile da ricordare e irriverente che fa il verso proprio al soft drink più famoso al mondo.
Immaginavamo che prima o poi qualcosa sarebbe potuto accadere, quindi non appena abbiamo ricevuto le lettere abbiamo contattato uno specialista in diritto industriale e in proprietà intellettuale. Analizzato il caso ci ha convinto che fosse meglio mollare tutto, perché andare avanti in un’azione legale sarebbe stato un massacro, soprattutto per le nostre tasche. Il nostro è infatti un progetto editoriale e non avremmo mai potuto permetterci una battaglia legale contro una multinazionale del genere.
Ormai con certezza, dobbiamo comunicarvi che il 5 Marzo 2012 chiuderemo il dominio www.cocacolla.it e tutti i profili social ad esso collegati. Inutile sottolineare la nostra amarezza, figlia dall’ennesima situazione nella quale Davide soccombe inevitabilmente contro Golia.
Con questo comunicato vogliamo attenzionare a tutti voi quanto è accaduto e comunicarvi che stiamo già lavorando ad una nuova identità.
Per evitare di perdere quanto costruito in questi due anni con CocaColla vi chiediamo di sostenerci comunicando la news sui vostri blog, sulle vostre pagine, sui vostri canali e su Twitter usando l’hashtag #supportcocacolla. Potete registrarvi alla nostra newsletter rimanendo aggiornarti sugli sviluppi futuri del nostro blog.
Di questa storia ve ne saremo grati.
Il fu Drink Team.
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Miriam e la geometria (et al / Edizioni)
E’ da ieri in tutte le librerie Miriam e la geometria, esordio narrativo di Luisa Grosso. Il romanzo ha una struttura geometrica. Composto da 12 racconti, si sviluppa in 4 situazioni diverse, 4 unità di tempo e di luogo: il Salento, Bologna, Londra e infine un viaggio dalle Langhe a Sagres, in Portogallo. Per ogni racconto una voce narrante differente, tranne che per Miriam, che torna 4 volte, ossia in ognuno dei luoghi. Ogni racconto è a sé, ha una sua compiutezza e sempre un finale sorprendente, mentre i 12 racconti, insieme, compongono un’unica storia, la storia di un’estate, l’estate in cui per Miriam tutto cambia.
Miriam e la geometria rappresenta per noi l’occasione di dare il benvenuto su queste pagine a et al/Edizioni.
Luisa Grosso
Miriam e la geometria
et al. Narrativa
L’introduzione di Lidia Ravera
Un romanzo costruito di racconti concentrici, un puzzle le cui tessere sono sguardi diversi sulla stessa storia. Una donna ancora giovane, con una figlia bambina e una adolescente, una donna ancora bella e baciata dalla grazia di una eccezionale sensibilità creativa, si ritrova prigioniera della stessa prigione che si è chiusa attorno al corpo di suo marito, Pietro, anche lui giovane ancora bello, ancora forte, ridotto dalle conseguenze di un incidente a vegetare muto e inconsapevole, paralizzato e totalmente dipendente, senza potere vivere, senza poter morire. Si chiama Miriam, la donna. Corteggiata, amata. A quattro anni dalla tragedia si trova in bilico fra la voglia di ribellarsi al dolore e il bisogno di sacrificargli tutte le sue possibilità, tutto il suo possibile futuro, come a un Dio Minore da placare. Certa che non riceverà niente in cambio. Attorno a Miriam e alle sue oscillazioni “gli altri”: ciascuno a suo modo colpito e modificato, colpito e atterrito, colpito e affondato. Da lei, Miriam, da lui, Pietro. Gli altri: la bambina, la ragazza, l’uomo ancora giovane, l’uomo più vecchio tutti a confrontarsi con se stessi e con Miriam, con Miriam e con Pietro, come ci si confronta, consapevoli o no, continuamente, con la morte e con l’amore.
Un romanzo profondo, scritto in una lingua leggera, antiretorica e apparentemente divagante, capace di sorridere e far sorridere, come sa fare soltanto chi è passato attraverso l’inferno. E ha raggiunto la posizione giusta per guardarci dentro.
L’autrice
Luisa Grosso, regista, si è diplomata alla Scuola di Cinema di Nanni Moretti; ha studiato Sceneggiatura con Tonino Guerra. Ha iniziato nel campo dei videoclip musicali, per specializzarsi poi nel videogiornalismo per i programmi “Professione Reporter”, “TV zone”, “Le notti dell’angelo”, “Corto circuito” e altri. Ha ideato e diretto “Interferenze”, programma d’informazione per i giovani, che unisce alla finzione lo stile del reportage (premio RAI3 per il miglior numero zero). Ha scritto, come co-autrice, il libro Reality tv. La televisione ai confini della realtà, Edizioni Rai Eri.
Passa alla finzione dirigendo sei cortometraggi per il programma “Lo specchio” e partecipando in qualità di sceneggiatrice al lungometraggio dal titolo L’alba di Luca per la regia di Roberto Quagliano, acquistato da RAI Fiction e andato in onda su RAI1. Dal 1994 è Direttore Artistico del Festival Internazionale Cinema corto in Bra (CN, Piemonte). Dal 2007 fa parte del comitato artistico di “Slow Food on film”, Festival promosso da Slow Food e dalla Cineteca di Bologna.
Ha collaborato con Giuseppe Bertolucci alle regie di: Cinema: istruzioni per l’uso; Segni particolari; ’Na specie de cadavere lunghissimo.
Luisa Grosso
Miriam e la geometria
et al. Narrativa
13,75 x 19,8 cm
pp. 192
€ 15
ISBN 978-88-6463-065-6
Vai al sito della casa editrice
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A distanza di poche settimane dal ritorno in libreria di Si chiama Francesca, questo romanzo di Paolo Nori, il libro sta godendo di una nuova vitalità. Il merito è anche dello spettacolo che Paolo Nori e Carlo Boccadoro gli hanno dedicato e che sta andando in scena in diverse città italiane.
22 febbraio – Taneto di Gattattico – Reggio Emilia
Fuori orario
1 marzo – Milano
Fnac
via Torino 45 – ore 18
6 Marzo – Torino
Circolo dei Lettori
Palazzo Graneri della Roccia, via Boglino
Salviamo il manifesto: l’appello
Un giornale che chiude è sempre una brutta notizia
IBAN IT 18 U 03268 03200 052879687660
La settimana dell’esordiente
Parte oggi una bella iniziativa organizzata dalla libreria La Tramite di Milano, La settimana dell’esordiente.
Per sette giorni la libreria metterà a disposizione parte della sua vetrina agli amici scrittori esordienti, per regalargli una migliore visibilità ed un augurio di ottima riuscita nel loro lavoro.
I libri sono presenti in libreria, in uno spazio a loro dedicato, firmati dagli autori.
Non sapete rinunciare alla dedica personalizzata? Basta chiedere! In pochi giorni sarà vostra…
Partecipa all’evento su facebook
La pagina facebook della libreria
Libreria La Tramite
P.le Medaglie d’oro, 3
20135 Milano
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Il corridoio di legno (Voland)
Ancora una presentazione oggi. L’appuntamento è fissato per lunedì 20 febbraio, alle ore 18, presso la Feltrinelli Libri e Musica di Roma, Galleria A. Sordi, quando Giorgio Manacorda presenterà il suo primo romanzo: Il corridoio di legno.
Giorgio Manacorda
Il corridoio di legno
Voland
Il libro
Un poliziotto, atterrato a Berlino per un’indagine, torna al collegio in cui ha passato la sua adolescenza. Il collegio in cui si è formato un gruppo di amici che hanno dato origine alla lotta armata, una volta tornati in Italia. Per ragioni del tutto personali, vuole capire cosa è successo, da quale male privato è nato il male pubblico. Così ricostruisce la vicenda di due fratelli, dei loro sodali e delle loro donne tra Berlino, Roma e una piccola isola persa in un lago. Il tutto in uno scenario dominato dalle milizie di un regime autoritario, conseguenza della contestazione e del terrorismo. Un romanzo radicato nella concretezza dei luoghi ma fantastico quanto alla dimensione storica. La realtà non è andata così, ma così poteva andare a finire.
L’autore
Giorgio Manacorda è nato a Roma nel 1941. Ha insegnato letteratura tedesca all’Università della Calabria e all’Università della Tuscia. Ha scritto vari saggi su autori di lingua tedesca (da Goethe a Heiner Müller passando per Hofmannsthal, Roth, Kafka, Bachmann e altri) e si è occupato di poesia italiana contemporanea. Il suo libro più recente è Scrivo per te, mia amata e altre poesie (1974-2007), Scheiwiller 2009. Il corridoio di legno è il suo primo romanzo.
Giorgio Manacorda
Il corridoio di legno
Voland
EAN 978-88-6243-107-1
pp. 168
Formato Grande
gennaio 2012
Prezzo € 13,00
Vai al sito delle edizioni Voland
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Non sarò mai più l’ultimo della classe!!! (Pironti)
Cari amici di Napoli e dintorni, questo invito è per voi…
Giuseppe Avolio
NON SARÒ MAI PIÙ L’ULTIMO DELLA CLASSE !!!
Tullio Pironti Editore
Il libro
«Se dessi del “somaro” a Peppe Avolio, rischierei di perdere la sua amicizia, alla quale tengo molto. Perciò non glielo darò, benché la tentazione sia forte.
Peppe Avolio, come la maggior parte delle persone, crede che il somaro sia un asino, cioè crede che il somaro sia un animale stupido, tutto calci e ragli, nettamente inferiore – in quanto a materia grigia – al cavallo, cui pure, esteticamente, assomiglia. Errore. L’asino – dichiarano i più famosi etologi – è un animale intelligente e sensibile. […]
Ignoro il nome di colui che circa un secolo fa pensò di eleggere a simbolo del Napoli il ciuccio. Quella – mi pare – fu una scelta ironica: siccome la squadra andava male, ecco che il somaro (proprio come uno scolaretto ultimo della classe) degnamente poteva rappresentarla. Ma quel ciuccio di strada ne ha fatta (quasi tutta in salita, bisogna ammetterlo) e ora è un somaro 10 e lode, proprio come l’asino vero. […]
Il ciuccio, nelle simpatiche vignette di Peppe Avolio, fa la parte del leone (scusate il gioco di parole), come è giusto che sia. In queste vignette sono rappresentati giocatori del Napoli (Blasi, Domizzi, Giannello, Iezzo, Hamsik), presidente, ex allenatore. A ognuno è messa in bocca una battuta, sempre ironica, scherzosa, a volte mordace, sì che il libro è da vedere e leggere nello stesso tempo ma, come abbiamo detto, la parte del leone la fa il ciuccio che, con le sue “uscite” intelligenti, dimostra che l’asino è tutto fuorché quello che il luogo comune ha sempre pensato che fosse: cioè appunto un asino, un somaro, una bestia incapace di elaborare un pensiero compiuto». […]
(Dalla Prefazione di Marcello D’Orta)
L’autore
Giuseppe Avolio, napoletano, è pubblicista, vignettista e illustratore. Tifoso del Napoli, inizia la sua attività come disegnatore per la rivista «Ultrazzurro», passando poi a «Cronache di Napoli», il «Corriere del Pallone», «Il Napoli», la «Gazzetta dello Sport». È vignettista per diversi programmi sportivi in onda su emittenti locali e nazionali (Sky, Juventus Channel, Sport Italia, Rete Capri, Telecapri Sport, Tele A e Italiamia2).
Giuseppe Avolio
NON SARÒ MAI PIÙ L’ULTIMO DELLA CLASSE !!!
Tullio Pironti Editore
Cavani, Hamsik, Lavezzi e gli altri nelle vignette di Avolio
Prefazione di Marcello D’Orta
Libro + cd con 110 vignette a colori di Giuseppe Avolio
Testi di Mimmo Carratelli, Paolo De Paola, Giancarlo Dotto, Gianluca Gifuni, Francesco Marolda, Luigi Necco, Marco Ottaiano.
Formato 210 x 29,7
Pagine 152
Prezzo € 14,50
Isbn 978-88-7937-567-2
Il sito della casa editrice Pironti
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Alice senza niente, il sito ufficiale
Qualcosa abbiamo fatto (Gaffi)
Presentiamo oggi un libro uscito l’8 febbraio scorso: Qualcosa abbiamo fatto, di Fabrizio Patriarca (Gaffi editore).
Fabrizio Patriarca
Qualcosa abbiamo fatto
Gaffi
Il libro
In una Roma confusionaria e pigra, si mescolano le vicende e le memorie di Leonardo Marconi, sgangherato redattore di una rivista online. Intrappolato in una libreria del centro, durante la micidiale presentazione di un libro di poesie condotta dall’odiato critico letterario Duccio Consolati, Leonardo rievoca gli eventi tragicomici che lo hanno trascinato fin là, invischiandolo nei riti caramellosi della borghesia capitolina. Sullo sfondo c’è il Grande Raccordo Anulare, metafora della solitudine e dell’indifferenza, e ci sono gli Anni Novanta, che vedono Leonardo e i suoi amici impegnati in un grandioso piano per sfuggire «all’orrore della Laurea». Il ritratto di una generazione andata a male, maturata (e marcita) tra le due Guerre del Golfo.
Le più inquietanti domande affollano la cronaca serrata di Leonardo, mentre le più evasive risposte gli giungono dai diversi personaggi che incontra. Prima della resa dei conti con Duccio Consolati, cioè con tutte le amarezze di un insopportabile presente, Leonardo forse apprenderà dal suo alter ego Renato, il nichilista gay che crede di poter ricondurre i segreti dell’universo alla trama di Jurassic Park, come difendersi o come meglio arrendersi alla schiacciante identità tra Cultura e Corruzione.
L’autore
Docente dell’Università di Roma “Tor Vergata”, Fabrizio Patriarca ha pubblicato su varie riviste saggi e articoli sulla poesia e la narrativa italiana contemporanea. Il suo volume «Leopardi e l’invenzione della moda» (Gaffi) ha vinto nel 2008 il premio “Tarquinia-Cardarelli» per la critica letteraria. Nel 2011 ha pubblicato la raccolta di saggi “Seminario Montale” (Gaffi).
Fabrizio Patriarca
Qualcosa abbiamo fatto
Gaffi
pp. 438
ISBN 978-88-6165-103-6
euro 16,00
Collana Godot
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Eddy il santo (Marcos y Marcos)
Dopo Carta straccia torna su questo blog Jakob Arjouni. Il libro che presentiamo oggi si intitola Eddy il santo, e sarà in libreria da giovedì prossimo.
JAKOB ARJOUNIEddy il santo
Marcos y Marcos
Il libro
Eddy Stein vive a Kreuzberg, quartiere trendy ‘alternativo’ di Berlino.
Pieno di talento musicale, suona nei Lover’s Rock, sgangherato gruppetto di fama locale: certo, non basta per sbarcare il lunario. No problem! Eddy arrotonda alla grande sfoderando un altro talento, quello di truffatore, attento a non mescolare i set dove si giocano le sue due vite: amico di tutti a Kreuzberg, astuta canaglia nel resto della città. Sfiga vuole che uno degli imprenditori più chiacchierati e strafottenti di Berlino, Horst König – ha appena mandato a spasso gli ottomila dipendenti della Deo-Werke – capiti nel suo palazzo; i due litigano, König inciampa e muore battendo la testa: come se la può sfangare il nostro eroe? Mentre lui si ingegna per coprire ogni traccia, stampa e popolo berlinese salutano quasi con simpatia il misfatto, e Eddy diventa il Paladino ignoto della vendetta cittadina sui Mali del Capitalismo. Al funerale di König, Eddy incappa in Romy, figlia splendida e molto no-global dell’odiato industriale: esplode un amore improvviso, rovente, che ribalta ogni prospettiva…
Eddy il santo è una storia d’amore, uno spaccato ridanciano, spietato e anticonvenzionale di una delle città più amate d’Europa.
Una commedia dolceamara su giri e raggiri del destino.
“Era come se lei avesse portato un raggio di
sole su quel tratto di marciapiede.
Tutta quella gente nerovestita apparve di colpo
ancora più fosca, una massa indistinta di teste e
vestiti, mentre lo splendore si concentrava
interamente su Romy. Attraverso il binocolo,
Eddy vide diversi uomini rimanere a bocca aperta.
Porca miseria, pensò Eddy, la mia vicina.”
L’autore
A quattordici anni, Jakob Arjouni scappa dal collegio ogni giovedì per giocare a biliardo nel quartiere a luci rosse di Francoforte. Scopre Hammett, Chandler, i film di Sergio Leone. Dopo la maturità, migra a Montpellier fingendo di studiare. Per tenersi a galla mentre scribacchia vende costumi da bagno e noccioline. Quando Diogenes, eccellente editore tedesco, decide di puntare su questo ventunenne acqua e sapone, il giallo ‘alla tedesca’ è in rovina. Jakob viene consacrato ‘enfant prodige’ dalla stampa e la Germania del ‘genere’ tira un sospiro di sollievo.
Happy birthday, turco! va in classifica, Doris Dörrie ne cava un film di cassetta. Bullo e spaccone, Kemal Kayankaya, detective turco con passaporto tedesco, apre nel lontano 1985 il filone europeo dell’etno-thriller. In Europa ci si tuffano in molti. In UK Kayankaya verrà scoperto solo nel 2007, ma anche lì, per Jakob Arjouni tutti oggi fanno a gara con i complimenti.
Kismet-Destino è il quarto romanzo della serie: il più ruvido, spietato e ridanciano. In Carta straccia, ripubblicato in versione miniMARCOS, Kayankaya, incaricato da un damerino di ritrovare la sua ragazza rapita, si trova invischiato in una vicenda di corruzione, fra profughi immigrati clandestini e documenti falsi.
JAKOB ARJOUNI
Eddy il santo
GLI ALIANTI
Marcos y Marcos
224 pagine, 14,50 euro
In libreria dal 16 febbraio 2012
Vai al sito della casa editrice Marcos y Marcos
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Soldati del re (Hacca)
Oggi presentiamo Soldati del re, di Carlo Alianello, un libro che, pubblicato originariamente nel 1952 per Mondadori, torna adesso in libreria per le edizioni Hacca. La nuova edizione è arricchita dalla preziosa introduzione di Giuseppe Lupo, docente di letteratura contemporanea alla Cattolica e vincitore del Premio Campiello 2011 con L’ultima sposa di Palmira.
Un romanzo che retrocede alla grande stagione rivoluzionaria che di fatto chiude la Restaurazione, un periodo di pochi mesi soltanto o addirittura di giorni ma di grande intensità politica, una stagione gravida di attese, attraversata da un forte vento di speranza.
Il libro
Premio Valdagno-Marzotto nel 1952, I soldati del re racconta i frenetici giorni dei moti del 1848, nella città di Napoli, che videro opporsi e scontrarsi due mondi antitetici: quello della giovane borghesia rampante, e quello della vecchia e decadente nobiltà ancora dominante. Tre racconti per una sola giornata, in cui la scrittura, venata di poesia, sapiente e colta, gioca con i personaggi e con i toni, passando dal drammatico al grottesco, dal tragico al patetico passando infine per il comico. I soldati del re spoglia il mito della ”rivoluzione popolare” dalla più retriva retorica patriottica, ridimensionando cose, luoghi, persone e date ad una serie di fatti in cui, più che l’eroismo, dominano i sentimenti: amore, odio, rivalità. Dove, più che la politica, ad essere messa in primo piano è la natura umana, con tutta la sua forza e la sua debolezza.
L’autore
Carlo Alianello nasce il 20 marzo 1901 a Roma. Dopo aver trascorso l’infanzia in Sardegna e l’adolescenza a Firenze, rientra a Roma per laurearsi in Lettere e dedicarsi alle sue passioni: l’insegnamento e il giornalismo. Collabora con «Il Mondo», «Il Corriere della Sera», «Il Giornale d’Italia» e «Il Messaggero». Nel 1952 riceve il Premio Valdagno-Marzotto per Soldati del re e nel 1963 il Premio Selezione Campiello per L’eredità della Priora. Il suo primo romanzo L’Alfiere, pubblicato nel 1942, ha un tale successo di critica e di pubblico da diventare, nel 1956, uno dei primi sceneggiati televisivi prodotti dalla Rai con la regia di Anton Giulio Majano. In qualità di sceneggiatore, collabora con Visconti e Rossellini. Muore a Roma nel 1981.
Soldati del re
Carlo Alianello
edizioni Hacca
Pagine: 208
Prezzo: 13,00
ISBN: 978-88-89920-73-2
Anno: gennaio 2012
a cura di Silvia Cavalli e
prefazione di Giuseppe Lupo
Vai al sito di Hacca edizioni
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