Oggi una delle novità proposte da Stampa Alternativa, in libreria da pochi giorni.
Antonella Lia
ABITARE LA MENZOGNA
Infanzia maltrattata.
La retorica della famiglia felice
e la rabbia giovanile. Da vittime a carnefici
STAMPA ALTERNATIVA
Il libro
Cosa hanno in comune tra loro un pedofilo, un cinico affarista, un masochista, uno psicopatico, un marito violento, uno schizofrenico, un seviziatore di animali? Questi soggetti, apparentemente così lontani tra loro, hanno qualcosa in comune: un passato terribile, un’infanzia maltrattata.
Il libro nasce dalla necessità di evidenziare la sofferenza dei bambini e di rendere manifesta l’onda di ritorno del maltrattamento infantile sull’ intera collettività. Le vicende più traumatizzanti nella crescita non si riferiscono a difficili condizioni ambientali, come la fame, le intemperie o la povertà; l’evento più devastante in quanto fonte immensa di conflitti, è la violenza dei genitori.
L’autrice
Sociologa, psicologa e psicoterapeuta, docente di Filosofia, Antonella Lia è nata a Napoli dove risiede. Da sempre attenta alla sofferenza infantile, ha operato nelle unità socio-psico-pedagogiche del Provveditorato agli Studi di Napoli per la prevenzione del disagio in età scolare.
Antonella Lia
ABITARE LA MENZOGNA
Infanzia maltrattata.
La retorica della famiglia felice
e la rabbia giovanile. Da vittime a carnefici
STAMPA ALTERNATIVA
168 pagine
15 euro
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Ospitiamo – per la prima volta su queste pagine virtuali – Bollati Boringhieri. Lo facciamo con quello che è si un libro di cucina ma anche, e soprattutto, una raccolta di memorie legate al gruppo di amici, artisti e scrittori che frequentavano casa Stein-Toklas di rue de Fleurs a Parigi, e quella di campagna a Biligin. Profumi, sapori e ricordi tra le eccentricità e l’arte delle avanguardie parigine.
Alice B. Toklas
I biscotti di Baudelaire
Bollati Boringhieri
<<Soltanto un cuoco insulso non correrà in cucina a provare le ricette di Alice>>
(Time)
Il libro
Con il loro salotto artistico e letterario – che negli anni tra le due guerre era frequentato, tra gli altri, da Picasso, Picabia, Matisse, Braque, Hemingway, Fitzgerald, Sherwood Anderson – Alice B. Toklas e Gertrude Stein hanno fatto un pezzo di storia. Ma quando, dopo la morte di Gertrude, un editore chiese ad Alice di scrivere le sue memorie, lei si schermì dicendo che al massimo sarebbe stata in grado di scrivere un libro di cucina. L’editore promise di accontentarsi, ma Toklas fece molto di più.
Uscito nel 1954 in America con il titolo The Alice B. Toklas Cook Book, I biscotti di Baudelaire è una ricchissima raccolta di ricette e di ricordi non solo culinari, di aneddoti divertenti, di convinte opinioni su questioni gastronomiche ma anche artistiche, di viaggi tra Francia e America, di pranzi e cene a casa di artisti bohémien ma anche di ricchi e famosi. E così ecco i piatti, le idee, gli spunti di ricette che Alice condivideva con gli amici: il branzino di Picasso, per esempio, decorato con uova sode, tartufi ed erbe tritate («Quando lo servii Picasso diede in esclamazioni di meraviglia. Poi aggiunse: Non sarebbe stato meglio prepararlo in onore di Matisse?»), le uova alla Francis Picabia («il solo pittore da cui riuscii mai ad avere una ricetta»), le mele glassate di Cecil Beaton, la crema di Josephine Baker, la minestra di alloro di Dora Maar, il caffè di James Joyce e quegli incredibili biscotti di Baudelaire…
Un libro che si legge d’un fiato dalla prima all’ultima pagina, non solo per consultare le ricette e catturare i sapori amati da artisti e scrittori, ma soprattutto per rivivere l’atmosfera di un tempo e di un ambiente davvero speciali.
L’autrice
Alice Babette Toklas (1877-1967) nacque a San Francisco e nel 1907 si trasferì in Francia dove insieme a Gertrude Stein, inseparabile compagna di una vita, tenne un celebre salotto frequentato dagli artisti dell’avanguardia storica francese e dai letterati statunitensi espatriati: Ernest Hemingway, Thornton Wilder, Paul Bowles e Sherwood Anderson tra gli altri. Protagonista dell’Autobiografia di Alice B. Toklas scritta da Gertrude Stein, l’autrice di questo libro, uscito negli Stati Uniti con il titolo The Alice B. Toklas Cook Book (1954), scrisse anche What Is Remembered(1963), un’autobiografia che si interrompe di colpo al momento della morte della Stein, nel 1946.
Alice B. Toklas
I biscotti di Baudelaire
Bollati Boringhieri
pagine 272
euro 16,50
collana Varianti
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Oggi un manuale di cucina sui generis, ideato e sviluppato con persone detenute nelle sezioni di Alta Sicurezza delle carceri italiane.
Matteo Guidi (a cura di)
Cucinare in massima sicurezza
Stampa alternativa
Il libro
Cucinare in massima sicurezza riporta i metodi utilizzati all’interno delle celle per cucinare con le poche risorse alle quali si ha accesso. Ogni ricetta, prima della lista degli ingredienti, fornisce quella degli strumenti per realizzarla. Utensili da cucina che nei ricettari restano solitamente omessi, poiché è scontato esserne in possesso, diventano qui il filo rosso dell’intera opera, nella quale si descrive, e s’illustra, sia la costruzione che l’utilizzo. Un manico di scopa diventa un matterello, i lacci delle scarpe legano la pancetta arrotolata per la stagionatura, o il televisore che, grazie al suo calore, viene impiegato per la lievitazione del pane o della pizza negli ambienti freddi delle celle, fino a strumenti più elaborati come l’armadietto o lo sgabello, che possono diventare un valido forno.
Gli autori
Matteo Guidi è artista con una formazione in comunicazione visiva ed etno-antropologia.
MoCa collective è il nome scelto (con Matteo Guidi) da un gruppo di persone della sezione di Alta Sicurezza della casa di reclusione di Spoleto che nel 2008 hanno partecipato a un ciclo di laboratori di comunicazione visiva. MoCa è l’acronimo di Mondo Carcerario e prende nome dalla caffettiera (moka), che – oltre a produrre la miscela scura che accompagna i momenti di socialità – nelle carceri è uno degli oggetti dalle maggiori funzioni.
Matteo Guidi (a cura di)
Cucinare in massima sicurezza
Stampa alternativa
156 pagine; 14 euro
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Buon pomeriggio lettori del blog. Annuncio importante: è già sabato, il giorno dedicato più di ogni altro alla lettura. Ecco il suggerimento di oggi, da pochissimi giorni in libreria…
Gavin Extence
Lo strano mondo di Alex Woods
Garzanti
Il mio mondo è in disordine.
Quando ho paura guardo le stelle.
Ma adesso ci sei tu con me.
«Uno dei protagonisti più irresistibili degli ultimi anni. Tutti vorrebbero avere come compagno di viaggio Alex Woods.»
The Bookseller
«Un debutto eccezionale. Commovente, tenero, surreale.»
The Guardian
«Gavin Extence ci mostra la semplice bellezza di un sorriso, dell’amicizia, dell’amore e della ragione.»
Sunday Express
Il libro
Per Alex Woods la notte è un momento magico, l’unico momento in cui può gettarsi la paura alle spalle. Ogni notte si affaccia alla finestra per guardare le stelle. La stanza è invasa da libri di astronomia, la sua passione. Studiare le eterne e immutabili leggi che regolano l’universo è l’unico modo per fuggire dalla sua vita disordinata. Alex sa cosa significa essere strano. Non ha mai conosciuto suo padre, e sua madre è una lettrice di tarocchi che l’ha cresciuto in un negozio pieno di candele, incensi e pozioni. E da quando ha dieci anni soffre di attacchi epilettici che riesce a controllare solo ascoltando musica classica ed enumerando i nomi delle costellazioni. A scuola i bulli lo perseguitano senza tregua. Un giorno, mentre fugge dall’ennesimo pestaggio, Alex cade e rotola in un giardino, devastando la siepe. Quando apre gli occhi si trova la canna di un fucile piantata in faccia. A imbracciare l’arma è il signor Peterson, un bislacco e arcigno vedovo. Un uomo solo, con una ferita nel cuore che non ha intenzione di rivelare a nessuno. Fra i due nasce la più improbabile delle amicizie, fatta di coltivazione di sostanze stupefacenti e letture dei romanzi più dissacranti. Ma quando il signor Peterson scopre di avere una grave malattia, per Alex giunge il momento di sovvertire tutte le leggi dell’universo e intraprendere il più strambo dei viaggi. Perché solo lui può salvarlo…
Un caso editoriale…
Lo strano mondo di Alex Woods è un caso editoriale folgorante, venduto in tutto il mondo dopo aste infuocate. Gavin Extence, giovanissimo autore inglese, ci regala un debutto che rimarrà incastonato nel cuore di ogni lettore come una gemma preziosa. Un romanzo surreale e struggente, un’amicizia improbabile e profonda, un protagonista memorabile che, dopo l’ultima pagina, desidererete abbracciare e tenere per sempre con voi.
25 Maggio 2012 Tutti gli editor del Regno Unito hanno passato una notte insonne. Lo strano mondo di Alex Woods li ha catturati dalla prima pagina: è raro trovare un talento letterario con una voce così fresca e vivace come quella del giovanissimo Gavin Extence. In poche ore piovono offerte e, dopo un’asta infuocata, se lo aggiudica Hodder, una delle più importanti case editrici inglesi.
Giugno 2012 Dopo L’Inghilterra tutto il mondo si scatena. Il romanzo di Gavin Extence viene venduto in oltre 20 paesi. In Italia è Garzanti ad aggiudicarsi i diritti.
Luglio 2012 La stampa inglese ne sta già parlando, non ci sono dubbi: è il nuovo fenomeno letterario dell’anno.
Settembre 2012 I librai ricevono in anteprima le bozze del romanzo e sommergono la casa editrice inglese Hodder di commenti entusiastici.
Ottobre 2012 Alla Fiera internazionale del libro di Francoforte tutti ne parlano. Il party dato in onore di Gavin Extence per il suo debutto letterario è uno dei più ambiti della fiera.
Dicembre 2012 Tutte le case editrici che hanno acquistato i diritti si preparano al lancio in contemporanea mondiale.
Gennaio 2013 Il romanzo viene eletto libro dell’anno dai librai inglesi.
Aprile 2013 Lo strano mondo di Alex Woods esce finalmente nelle librerie italiane.
Leggi qui le prime pagine del romanzo su facebook:
https://apps.odylfarm.com/garzantilibri/exclusives/8440
Per chi non ha facebook: http://flipbook.cantook.net/?d=http://edigita.cantook.net/flipbook/publications/26388.js&oid=10&c=ffffff&m=&l=en&r=
Gavin Extence
Lo strano mondo di Alex Woods
Garzanti
352 pagine – € 16.40
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Alice senza niente, il sito ufficiale
Una delle ultime novità targate Marcos y Marcos è Quello che non c’è scritto, di Rafael Reig.
Rafael Reig
QUELLO CHE NON C’È SCRITTO
Marcos y Marcos
“Carmen si avvicinò alla finestra e abbassò la tapparella.
Carlos la stava forse pedinando, sorvegliando? Ma in quel caso, dov’era suo figlio?
Era rimasto in montagna da solo? O, peggio ancora, con quella là?
Non voleva diventare paranoica, cercava di essere obiettiva e razionale, non avrebbe creduto a fantasmi
o a congiure, non sarebbe caduta tanto in basso da pensare che quel dattiloscritto avesse poteri magici.
Quel che certamente aveva, era l’intento di far male.”
Il libro
È il rito di un fine settimana qualsiasi: l’ex marito che passa a prendere il figlio per portarlo in montagna.
Dopo averli accompagnati all’ascensore, Carmen tira un sospiro di sollievo. Il divorzio burrascoso è alle spalle. Jorge ha quattordici anni, vien su bene; Carlos era un pessimo marito, ma tutto sommato è un buon padre. Di colpo vede su una sedia un dattiloscritto che prima non c’era. L’ha lasciato Carlos con un messaggio scritto a penna: voglio che tu lo legga. Bastano poche pagine per immergerla in un romanzo amaro, un noir pieno di violenza. Le parole dell’ex marito bruciano, scoperchiano ricordi difficili. Carmen tra le righe avverte una minaccia: è rivolta a lei? A suo figlio?
Su un treno che sfreccia nella campagna, intanto, padre e figlio imbastiscono pacche e sorrisi, ma Jorge è nervoso da far paura e Carlos si attacca alla bottiglia.
Fin dalle prime stazioni si sente aria di condanna. Carmen, a casa, legge pagina dopo pagina, sforzandosi di restare calma: è solo un romanzo, un intreccio di storie immaginarie, forse è lei che ci legge quello che non c’è scritto.
In montagna soffia un vento umido e gelido, Carlos e Jorge hanno il ghiaccio nel cuore. È troppo ripido e instabile il crinale delle cose non dette. Cercano di uscirne, si vogliono bene. Potrebbero anche farcela, se fossero soli: un padre davanti a suo figlio.
Ma non sono più soli.
E i loro cellulari squillano a vuoto.
Quanto c’è di reale nel romanzo che ha scritto l’ex marito? E soprattutto, contiene una minaccia? Carmen nel suo appartamento di Madrid continua a leggere, sempre più sulle spine. In montagna, padre e figlio scivolano nell’ incomprensione. Il loro amore è segnato dalla lontananza.
Finché fa buio e perdono il sentiero.
Quello che non c’è scritto è un romanzo che tiene svegli la notte, appesi al filo fatale dell’equivoco e dei risvolti indesiderati dell’amore.
L’autore
Rafael Reig è nato nel 1963 in un paesino delle Asturie, ha trascorso lunghi periodi in Colombia e negli Stati Uniti e ha finito per scegliere Madrid, elemento vivo e costante dei suoi numerosi romanzi, molto amati in Spagna e tradotti persino in inglese.
Con il suo sorriso dolce e l’aspetto da gatto affabile, quando scrive Reig sfodera artigli disarmanti: il suo Manuale di letteratura per cannibali è stato definito “un libro kamikaze” e questo suo ultimo romanzo tiene svegli la notte, appesi al filo fatale dell’equivoco e dei risvolti indesiderati dell’amore. Da quello che si legge nel suo blog in Hotel Kafka (hotelkafka.com), Reig vede con favore un whisky a metà mattina e, come consigliano gli assistenti di volo, in ogni luogo chiuso individua prontamente l’uscita d’emergenza più vicina, per poter scappare a fumare alla prima occasione.
Rafael Reig
QUELLO CHE NON C’È SCRITTO
Marcos y Marcos







